Fitz Jenő (szerk.): A Pannonia Konferenciák aktái IV. Bronzes Romains figurés et appliqués et leurs problemes techniques - István Király Múzeum közelményei. A. sorozat 27. A Pannon konferenciák aktái 4. (Székesfehérvár, 1984)

E. Formigli: Indagine technica sulla testa di Giove del Kunsthistorisches Museum (Antikensammlung) di Vienna

I difetti di colata e le riparazioni per t assellat ura Si puô dire che il gettó del bronzo è complessivamente ben riuscito, se consideriamo la intricata modellatura dei capelli e della barba. Solo due difetti di maggiori dimen­sioni, uno sulla calotta e l’altro ail’ interno della barba, sotto il mento, sono presenti sul fuso. Il primo (PI. LXV, 3) situato sulla calotta accanto al foro quadrato è probabil­­mente dovuto alla sottigliezza dei modello di cera in quella zona. Poichè intorno al foro i solchi dei capelli modellati sulla cera sembrano schiacciati, si potrebbe spiegare il difetto di costruzione immaginando ehe il modello di cera fu appoggiato in quel punto per nécessita di lavorazione. La pressione stessa dovuta al peso del modello pieno di terra, avrebbe in tal caso provocato una schiacciatura del modellato e l’assottigliamento dello spessore di cera. Il secondo grosso difetto alla barba è dovuto alla for­­mazione di una grossa bolla d’aria al momento del riem­­pimento dello spazio vuoto tra l’anima interna ed il mantello esterno, con il bronzo liquido (PL LXV, 4). Ambedue i difetti non sono stati riparati, perché situati in posizioni non visibili alla normale osservazione della testa. Per lo stesso motivo anche altri piccoli difetti, presenti soprattutto tra i peli della barba e sulla nuca, non sono stati riparati. Sul volto invece si notano due tassellature antiche ehe evidentemente coprono due difetti di fusione: uno si trova a sinistra dell’occhio destro direttamente sotto il sopra­­ciglio ed è coperto da un tassello di circa tre per cinque millimetri (PL LXV, 5), l’altro, coperto da un tassello più grosso (circa venti per otto millimetri), si trova sulla guancia sinistra (PL LXV, 6). La giuntura della testa al corpo della statua Non vi possono essere dubbi sul fatto ehe la testa apparte­­neva ad una statua completa. Evidenti tracce di una antica saldaíura dimostrano che essa una volta era attaccata ad un corpo di bronzo. II taglio d’attacco segue l’andamento della barba e dei riccioli della nuca, per essere meglio da questi mascherato (Formigli s. s., nota 83). La giuntura era assicurata da una saldatura per colata (Formigli 1981 b, 63—71), per facilitare la quale erano stati ritagliati già i riccioli ehe coprono gli orecchi. Nella giustapposizione delle due parti di bronzo, testa e busto, queste zone vuote formavano come dei recipienti in cui veniva colato il bronzo della saldatura. Sotto il mento non si notano tracce di giuntura, proprio per 1’impossibi­­litàdi colare in quel punto il bronzo liquido. In quella zona infatti la barba avrebbe ostacolato 1’opera­­zione di saldatura. L’antica frattura tra testa e busto segue naturalmente la zona di minor resistenza, che corrisponde alle linea di giuntura. Come normalmente si puô notare sui bronzi antichi, nelle aree di colata delle giunture si formano molti difetti, ehe richiedono una tassellatura. Anche sulla nostra testa di Giove si puô vedere, lungo la linea della saldatura, una fossetta rettangolare nella quale una volta era inserita la laminetta ehe copriva un difetto, cioè una fossetta dal perimetro irregolare (PL LXVI, 1). La labbra e gli occhi Le labbra erano coperte una volta da una laminetta probabilmente di rame(9). La preparazione dell’incastona­­tura ehe serviva a tenere bloccate le laminette è ancora visible sotto forma di profilo riaizato rispetto al fondo, cioè all’attuale superficie delle labbra (PL LXVI, 2). Quest’ultimo è irregolare e frastagliato, forse proprio per trattenere meglio le laminette ehe una volta lo coprivano. Nelle orbite, attualmente vuote, dovevano essere inseriti una volta gli occhi di pietra, avorio o altro materiale. L’inserimento doveva avvenire dall’esterno perché le palpebre di bronzo vanno restringendosi verso l’interno. La patina ed il restauro L’intera superficie esterna del bronzo présenta una patina leggera ed uniforme di color verde. Non si notano zone di attacco corrosivo antico né recente. È assente la cuprite rossa, mentre al di sotto della patina verde si trova subito il bronzo metallico. Il bronzo sembra aver subito un trattamento di pulitura con mezzi chimici ed una successiva patinatura artificiale, forse durante un restauro moderno, anche se non recente. All’interno della testa si notano tracce di sgocciolature di colla o sapone e di gesso probabilmente usati per trarre un calco dal bronzo. Conclusioni Da un punto di vista puramente tecnico, almeno al­­l'osservazione esterna delle tracce di lavorazione, nessun indizio porta ad una attribuzione diversa che a quella del­­l’età romana(10). Al contrario tutta una serie di dettagli corrisponde alla tradizione della bronzistica di quel periodo: — La tecnica indiretta della cera persa con assemblaggio di varie parti in cera. — L’uso ed il tipo di chiodi distanziatori. — Lo spessore di 3—4 mm. — La tassellatura a forma rettangolare. — La tecnica di saldatura e la posizione di questa al collo della statua. — La copertura delle labbra con laminetta matallica. — La preparazione separata degli occhi con materiale diverso dal bronzo. (9) La placcatura delle labbra con lamina di rame era di usa comune in età romana, mentre in età classica le labbra delle statue bronzee erano normalmente costruite a parte per fusione in metallo massiccio (Bol 1978, 90—91). (10) A questo proposito potrebbe risultare utile un’analisi chimica della lega. La presenza o meno di alte percentuali di piombo nella lega potrebbe essere di aiuto, insieme ai dati tecnologici quiesposti, per una più sicura attribuzione cronologica. 127

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