Gerevich Tibor–Jakubovics Emil–Berzeviczy Albert: Aragoniai Beatrix magyar királyné életére vonatkozó okiratok. (Budapest, 1914. Monumenta Hungariae Historica. Diplomata 39.)

tione et cerimonie cum ogni riverentia facta al conspecto dela Sig r a Regina, vui in nostro nome direti a S. M t à che vi habiamo mandati tutti per fare compagnia al prefato lll m o et Rev m o nostro carissimo figliolo in questo suo ritorno in Italia. A ciò il venga a revedere noi, corno anche nui summamente desideriamo vederlo et abraciarlo. Et che di poi il vadi ala S t a di N. Sig r e, a farli reverentia, et a stare apresso di lei et seguirla, come fano li altri cardinali, come è più che necessario et per debito, et per ogni digno rispecto. 11 che stimando dovere essere grato a S. M t a, perchè per lo amore materno et singulare, che la li porta, la non desidera mancho che noi ogni argumento de dignità et gloria di S. Rev m a Sig li a, la quale stando in Roma meglio poterà ogni ben conseguire, che in cadauno altro loco, et li sempre si trovarà promptissimo ad ogni favore et adiuto de S. M t a, corno grato et obedientissimo figliolo: et che cussi, cum sua bona gratia, in questo tempo lo acompag­nareti in Italia. Di poi li tochareti che quello, che prima havevamo commesso, che doveti consolare S. M t a in tanta iactura del sapientissimo et potentissimo Sig r e Re, suo patre, la qualle anchora a noi — come a suo vero figliolo et servitore — è stata gravissima : haveti deliberato passarveni legiermente et preterirlo, sapendo che S. M t à constantamente supporta la adversa fortuna, si come ne la prospera si modera; et che già per longa experientia intende la con­ditone di humana fragilità si convenne ad una Regina prudentissima come è lei, che sino a questo tempo — come a tuti è noto — niuna violentia di fortuna cha sbigotita ; et che superfluo serebe faticarsi in consolare S. M t a, la quale per sua prudentia et sapientia si sae et puote con­solare. Tutavia ge fareti intendere che di ogni suo adverso caso più ce ni grava et duole che s'el fusse nostro proprio, sì come se ralegraressimo di tuto core di ogni suu felice et desiderato successo, offerendoni sempre paratissimi ad ogni suo comodo et honore. Preterea fareti intendere al prefato Rev m ö cardinale, quanto volunthieri vi habiamo mandati per acompagnarlo in patriam et a noi, et cum quanto desiderio le expectamo, che mai ni pare vedere

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