Gerevich Tibor–Jakubovics Emil–Berzeviczy Albert: Aragoniai Beatrix magyar királyné életére vonatkozó okiratok. (Budapest, 1914. Monumenta Hungariae Historica. Diplomata 39.)

et quelle si occupassero per le genti communi, commune­mente se havessero ad tenere et dividere per la M t à S. et per nui : alle quali conditioni per nui fu risposto a dieta Regina che liberamente ne contentavamo de esse, et per uno Albarano sottoscritto de nostra propria mano, quale mandammo a dieta Regina, promectevamo a dicto Sig r e Re, quanto in diete tre conditioni se contene, et perciò volimo che, essendone raggionato de questo, nui ancora in nome nostro promectiate questo medesimo che liberamente le observarimo, facendone de questo omne scriptura et pro­missione et cautela che loro Maestati ne ordinaranno. Nui havemo receputo mo ultimamente lo instrumento in forma della appellatane facta per quello Ser m o Re, con la inter­ventione delli Baroni et Prelati di quello Regno, da la bolla, la quale per lo Papa li era stata mandata, et iudicamo sia stato ben facto ad interponere la decta appellatone. La quale, corno fu interposta ad fine de possere liberamente et senza alcuno sospetto favorire et aiutare questa nostra impresa tanto iusta et honesta, cosi la M t à S. ce voglia aiutare liberamente, per mostrare a tutto lo mundo che per lo strictissimo vinculo [che] è fra nui et quella M t a, et per lo amore et benevolenza [che] è stata et sarà sempre tra quella M t à et nui, la M t à S. reputa questo Regno suo proprio, come nui reputamo lo suo proprio nostro. Farrete ancora intendere a dieta Ser m a Regina, nostra figliola, quanto restamo maravigliati che, havendone essa scripto che per l'amore filiale, quale ha sempre portato et porta a nui et la Stato nostro, haveva deliberato mandare in favore nostro ultra lo aiuto, [che] ne haveria mandato el prefato Ser m o Sig r eRe suo consorte, 300 cavalli leggieri ad soe spese, essa ancora sia tardata a mandare dicto sussidio : che non sapimo pensare per che causa sia seguita questa tardità. Et perciò la pregante che, se li ha da mandare, corno speramo farà, non voglia più dilatarli, ma mandarli incontinenti. De tutte le cose sopradicte prima che facciate intendere cosa alcuna a dicto Ser m 0 Sig r e Re, volimo [che] ne conferate con dieta Ser m a Regina, nostra figliola, et secundo lo modo et ordine che essa ve darà et al tempo che le parerà, le forrite inten-

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