Gelcich József–Thallóczy Lajos: Raguza és Magyarország összeköttetéseinek oklevéltára. (Budapest, 1887.)

Et tutti li damni, spexe et mali predetti, et. inolti altri ehe serave troppo longo uarrar. la dicta citta ha sostenuti per non volerse mai piegar ne inclinar a la voluntá di nissuna pos­sanza, salvo che a la corona de Hongaria in la fidelitá de la qual sempre ha voiuto perseverar, et star ferma et constante, habiando piutosto respetto a la detta fidelitá et al onor suo, che a nissun damno, spesa o male li quale potesse supportar. Per li quali damni et spexe mai la detta citta non ha dato alcun tedio, ni alcuna graveza al regno di Hongaria, ma sola le ha supportate, ben che li sia stato molto difficile. et questo per mantegnir la sua fidelitá. Et non solamente la dicta citta per sua defensione et per la fidelitá predeta, ha fatto di molte spexe, et sostenuti molti damni come é detto, ma quando é stato di bisogno per ben et honor del reguo de Hongaria, ha dato quelli subsidii et fatte quelle spexe che li sono state possibile segondo la sua facultá. Et benché, come ho detto, le dette spexe et damni siano stati gravissimi, tamen ogni cosa gli é parsa lezera a rispetto delle continue tribulacion, in le qual essa cittá stá cum quello patarino inimigo di dio, et di la corona di Hongaria, et della detta citta, zoe Cherzech Stipan, et a rispetto delle continue et grave spexe et damni, li quali supporta per cason del detto Cherzeg, percbe lui circumda da ogni canto per terra cum li soi confini li territori et luogi della dettá cittá, et mai non ha cessado ne cessa de cerchar a pervertir el stato de la dicta cittá cum turchi, cum ré di Puglia, cum Yeneciani, et cum altri signori, per far a tuta sua possa che la detta citta se parta dal regno de Hongaria, et leva altre bandere. Et mo uovamente ha mandato a li Turchi li soi ambassadori, cercand oda loro aiuto et favor, per poder demnizar et supeditar la detta cittá. Et quando el detto rezimento se agreva delle dette novitá al detto Cherzeg, digando esso rezimento, che la vostra excellen­cia et li altri baroni de questo sacro regno nou comportaranno, che a la nostra citta se faza iniuria, esso Cherzegh responde et dixe, vogliate esser ben cum mi, et non ve curate de Hongari, perehé sono da lontano da voi, et anche non pono vegnir in lo mio paese contra la mia voluntá.

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