Folia archeologica 1-2.

László Gyula: Egy régensburgi vállkő

226 KÖNYVISMERTETÉSEK— BIBLIOGRAPHIE Negli altri centri importanti il riassunto della materia epigrafica è molto utile. Accanto ai numerosi monu­menti rinvenuti recentemente tratta da un nuovo punto di vista i pezzi conosciuti già prima; così e particolar­mente degno d'attenzione il nuovo rischiaramento ar­tistico del fermaglio di cintura di Dunapataj. In questa parte dell'articolo abbiamo ottenuto non soltanto una completa enumerazione di trovate ma, che è singolar­mente importante, anche un adatto repertorio letterario. Nella seconda parte L. Nagy si occupa dettagliata­mente dell'architettura paleocristiana della Pannónia. Riassume l'origine e la diffusione delle cellae trichorae che si ritrovano spesso nella Pannónia, rilevando così, qui come dalle basiliche cristiane, la grande influenza decisiva di Aquileia e in generale dell'Italia, sull'archi­tettura pannonica. Partendo dall'esempio del cimitero di Szentendre della tarda epoca romana, scavata da lui, abbozza i riti sepolcrali paleocristiani della Pannó­nia. Purtroppo mancano ancora nelle nostre ricerche provinciali le osservazioni sul rito delle tombe, cosi possiamo ancora difficilmente separare i riti sepolcrali pagani e quelli cristiani nel 4° secolo dopo Cristo. Conosciamo già qualche eccellente riassunto di L. Nagy sulle decorazioni degli edifici paleocristiani, sui rami della arti decorative cristiane (vetri, bronzi), qui men­ziona ancor una volta soltanto le principali direzioni artistiche. Fanno una parte speciale dell'arte del bronzo della Pannónia i lamini di cofanetto con le scene. Fin adesso si occupava specialmente dei lamini di cofanetto con le scene di materia cristiana e fu di nuovo L. Nagy anche qui a trattare molto intensamente questo gruppo, ma riassunse anche in quest'articolo i problemi intorno ai lamini. Sebbene, prima descrizione particolare degli altri lamini di cofanetto di materia non cristiana, non possiamo arrivare a risultati definitivi, L. Nagy già 1 PANNÓNIA ÓKERESZTÉNY EMLÉKEINEK IKONOGRÁFIÁJA. Budapest, 1939. — (L'ICONO­GRAFIA DEI MONUMENTI PALEOCRISTIANI DELLA PANNÓNIA) con un estratto italiano. 2 SZENT QUIRINUS SAVARIAI BAZILIKÁJÁ­NAK FELTÁRÁSA (Vasi Szemle. 5, 1938, 138 sgg.) — LA BASILICA DI S. QUIRINO NELL'ANTICA SAVARIA (Estratto da Corvina, 1938). adesso rivolge la nostra attenzione sopra le molteplici direzioni artistiche incrociatesi, che avevano influenzato i lamini di cofanetto fatti nelle officine pannoniche. Questa complicata influenza reciproca si manifesta nell'opera di Z. Kádár, uscita nouvamente, quando esamina le rappresentazioni paleocristiane dei lamini di cofanetto della Pannónia esclusivamente dal punto di vista inconografica. 1 1 La «Pannónia sacra» è il risultato della magnifica attività di ricercatore di L. Nagy. In grazia della sua grande attività, non succede per caso che può pre­sentare, in numero così grande, nuove trovate paleo­cristiane pannoniche. Oltre all'enumerazione delle trovate L. Nagy tratta riassuntivamente anche i problemi d'ar­cheologia paleocristiana della Pannónia, cosicché, a questo territorio speciale, riceviamo nel suo articolo un sicuro orientamento dello stato odierno delle ricerche. Fu per combinazione che, apparso l'articolo, nouve trovate paleocristiane importanti sono venute in luce nelle diverse parti della Pannónia. Cosi I. Paulovics ha scavato la basilica di S. Quirino a Szombathely; 2 dove è rinvenuta anche una nuova cella trichora. A Pécs una basilica a sette apsidi porto variatà nella materia di monumenti paleocristiani, che è special­mente importante dal punto di vista della sopravvivenza locale del cristianesimo. 3 A Ságvár (presso il lago di Balaton) è rinvenuto in un cimitero del 4° secolo una capella memoriale, mentre nelle tombe sono venuti in luce lamini di cofanetto paleocristiani e fibbie col monogramma di Cristo. 1 Vediamo come si allarga quasi da anno ad anno il quadro offertoci da L. Nagy nel suo articolo «Pannónia sacra», dando un vasto fondo alla storia ecclesiastica dell'evo antico della Pannónia, che anche'ssa ebbe, poco tempo fa, un riassunto. 5 ALADÁR RADNÓTI 3 Ciy. Gosztonyi, A PÉCSI SZENT PÉTER SZÉ­KESEGYHÁZ EREDETE. Pécs, 1939, 97 sgg. 4 La sua publicazione apparirà fra poco nella Ar­chaeologia Hungarica. 5 Nagy Т., A PANNÓNIAI KERESZTÉNYSÉG TÖRTÉNETE A RÓMAI VÉDŐRENDSZER ÖSSZEOM­LÁSÁIG. (Diss. Pann. II. 12) Budapest, 1939. Alföldi András, A KERESZTÉNYSÉG NYOMAI PANNONIÁBAN A NÉPVÁNDORLÁS KORÁBAN Szent István Emlékkönyv, I. Budapest, 1938.149—170.1. Alföldi András újból fölényes biztonsággal fog­lalja össze ebben a dolgozatában a római véderő­rendszer összeomlása és az avar birodalom fölbomlása közötti idők kereszténységéről való ismereteinket. 1 A munka első része (151—163 1.) Krisztus vallásá­nak a romanizált bennszülött lakosság közötti tovább­élését vizsgálja. Bármennyire is töredékesek errenézve az írott források és hiányos a tárgyi emlékanyag, fon­tos a problémák ebből a szempontból történő felvetése, minthogy a kontinuitás kérdésével fut össze. A IV. sz. végére a Krisztus-hit már tartományunk lakosságának egészét áthatotta s ép ezért a romanizált népesség nép­vándorlás alatti továbbélésének minden nyoma nagy valószínűséggel egyszersmint a kereszténység fönnmara­dását is hirdeti. S fordítva, az egyházi szervezet szét­esése nyomonköveti a római polgári és katonai szervezet szétzüllését. A romanizmus és a krisztianizmus között fennálló szerves összefüggés, amely irodalmilag talán

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