Prokopp Mária: Un nuovo crocifisso dipinto del trecento nel Museo Cristiano di Esztergom (1974)
164 MÁRIA PROKOPP ed agile della composizione di Giotto, più massiccia e sostanzialmente più plastica, che sottolinea il peso del corpo. Quivi le forme si presentano in visione piana anziché spaziale in quanto la testa, invece che in avanti, è inclinata verso una spalla; i fianchi e le ginocchia poi si scostano lateralmente - verso destra e verso sinistra — anziché spingersi avanti e indietro. Quanto alla modellatura pittorica, nel confronto con le opere giottesche colpisce la ricchezza degli effetti di chiaroscuro che modellano la superficie delle forme, il chiaroscuro è prodotto sopratutto dalla vibrazione sottile dello strato di fondo verde che traspare sotto la tinta della carnagione. Fu la scuola senese che mantenne più a lungo questa tecnica tipica della maniera greca. Nella Maestà di Duccio si ammira il più bel saggio trecentesco di questa tecnica pittorica. Dopo questa sommaria illustrazione riguardante l’insieme della composizione passiamo ai singoli dettagli. In confronto dei volti giotteschi calmi, di tipo classico, quello di Esztergom richiama piuttosto i volti di Cristo tormentati propri del duecento (fig. 4). La netta linea degli occhi stretti, formanti una ruga frocuta sopra il naso, è una soluzione formale che deriva dalla tradizione di Giunta Pisano. Ma la morbida modellatura pittorica si allontana già dal duro disegno di Giunta per richiamare piuttosto le composizioni di Guido da Siena9 e di Duccio. Si ricordi il piccolo riquadro della predella della Maestà con la sena della Strage degli Innocenti, oppure le espressioni dei volti degli astanti nelle composizioni della Crocifissione e della Deposizione sul dorso. Anche la formazione più carnosa della bocca e l’onda morbida dei capelli si accostano più al maestro senese che alle forme giottesche più dure. Anche il disegno decorativo sottilmente scalfito nell’aureola trova le sue analogie più strette ndle pitture di Duccio. Per quanto esemplari di aureole con motivi decorativi si possano riscontrare anche nei dipinti fiorentini del treActa Hist. Art. Hung. Tomus 20, 1974 Fig. 7. Particolare della destra della croce di Esztergom