Leo Santifaller: Ergänzungsband 2/1. Festschrift zur Feier des 200 jährigen Bestandes des HHStA 2 Bände (1949)

IV. Quellen und Quellenkunde - 41. Fausto Nicolini (Napoli): Una supplica inedita di G. B. Vico

712 Nicolini, a essere trasferito all’altro vescovato di Ugento; 4. il sacerdote Paolo de Mercurio, dal 1703 insegnante di istituzioni canoniche e nominato successore dei Mari nel vescovato di Giovinazzo; 5. il sacerdote Giovanni Antonio Chiaiese, dal 1701 insegnante d’istituzioni di diritto civile, nominato in mese incerto dei 1731 vescovo di Mottola, ove resto sino al 20 gennaio 1744, tempo in cui gli fu sostituito 1’altro lettore dell’Universitä di Napoli Nicola Paolo Pandolfelli. II figliuolo, pel quale, alia fine della supplica, il Vico chiede un beneficio o una pensione ecclesiastica, era il suo secondogenito Gennaro, nato nel 1715, successo al padre, come s’é detto, nella cattedra, morto, piü ehe novantenne, dopo il 1805. Una preghiera dei genere a favore dei medesimo figliuolo il Nostro aveva rivolto sin dagli ultimi giorni dei 1725 al cardinale Lorenzo Corsini, il quale, al suo solito, rispose con un rifiuto. II. Accompagnatoria dei von Harrach. Nato nel 1669, morto nel 1742 e figlio di Ferdinando Bonaventura (1636—1706), maggiordomo maggiore di Leopoldo I, il conte Luigi Tommaso von Harrach tenne il viceregno di Napoli dal novembre 1728 al giugno 1733, mostrandosi, per larghezza di vedute, amore alia cultura ed energia segnatamente anticurialistica, il migliore viceré napoletano dei periodo austriaco. Alie sue non poche benemerenze giá note viene ora ad aggiungersi quest’altra, sinora ignota, d’avere preso a cuore con tanta premura le sorti del povero Vico. Non si conosce come quest’ultimo gli entrasse in grazia. Ma probabilmente lo Harrach fu indotto ad aiutarlo anche dal desiderio di riparare in qualche modo al torto usato al filosofo dali’ Althann, quando, come s’é visto, aveva favorito la cabala universitaria ordita a favore di Domenico Gentile. A ogni modo, il Nostro fa menzione onorevolissima di esso Harrach in altri due scritti. L’uno é la gia mentovata prolusione dei 1732, ossia in quella intitolata Demente heroicae ehe nel testo a stampa, edito nel 1733, venne dedicata, innomedell’Universitä, appunto al viceré. L’altro, anteriore di circa un anno (10 ottobre 1731), é la dedica, seritta in nome di’Pietro Belli, della traduzione italiana della Sifilide fracastoriana traduzione lavorata da quest’ultimo e offerta a uno dei figliuoli dello Harrach, ossia a monsignor Giovanni Ernesto, allora auditore di Rota in Roma, indi, nel 1735,succeduto cola al Cienfuegos nell’ambasciata cesarea presso la Santa Sede. In codesta dedica viene ricordato ehe lo Harrach figlio era venuto a Napoli nel giugno 1731, e ehe il Nostro s’era recato a visitarlo e a offrirgli in omaggio un esemplare della Scienza nuova seconda. III. Parere del Consiglio di Spagna. Succeduto all’antico Consiglio d’ltalia, istituito a Madrid da Filippo II pei suoi domini italici, il Consiglio di Spagna vacó in Vienna, dal 1713 al 1734, agli affari delle tre provincie italiane restate, dopo la guerra di successione spagnuola, sotto il dominio degli Absburgo: Milano, Napoli, piü ancora, sino al 1721, Sardegna e, dal 1721 in poi, Sicilia. Pertanto, öltre il presidentee una turba di ufficiali minori, lo componevano sei „reggenti“: due per ciascuna delle provincie anzidette. Lo presiedeva nel 1731 Giuseppe de Silva de Villasor conte di Montesanto, pel matrimonio della cui figlia Antonia con Vinciguerra Rambaldo di Collalto il Vico comporra nel 1733 un sonetto. Dei due reggenti ehe, öltre ilpresidente,non intervennero alia seduta, il secondo, cioé il marchese Emmanuele Alvarez, che si compiaceva piü di vita mondana che non di codici e pandette, era stato a lungo alto magistrato in Napoli, e quasi certamente vi aveva conosciuto di persona il Nostro. I due che presero la parola lo spagnuolo

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