Leo Santifaller: Ergänzungsband 2/1. Festschrift zur Feier des 200 jährigen Bestandes des HHStA 2 Bände (1949)
IV. Quellen und Quellenkunde - 41. Fausto Nicolini (Napoli): Una supplica inedita di G. B. Vico
708 Nicolini, non ne recitasse piú di dieci. Le prime sei, che vanno dal 1699 al 1706, furono pubblicate postume nel 1869 e sono state di recente tradotte in italiano. Dell’ultima ehe é del 1732 si pariéra piú öltre. Qui va ricordato principalmente ehe la prolusione sulla quale il Vico richiama particolarmente l’attenzione é il suo primo seritto filosofico veramente importante; che essa, ispirata qua e la al De dignitate et augumentis scientiarum di Baconé, fu occasionata dalia rumorosissima querelle des anciens et des modernes; che venne recitata il 18ottobre 1708 alia presenza dei viceré Vincenzo Grimani; che, molto accresciuta, fu messa a stampa pochi mesi dopo coi titolo De nostri temporis studiorum ratione, dissertatio a Ioh. Baptista a Vico neapolitano, eloquentiae professore regio in regia Regni neapolitani Academia; xv. leal. nov. anno NDCCIIX ad literarum studiosam iuventutem solemniter habitam, deinde aucta (Neapoli, typis Felicis Mosca, anno MDCCIX, permissu publico); ehe nella stampa reca una dedica epigrafica a Carlo d’Austria in nome dell’Universitä e una epistolare all’anzidetto Grimani; ehe l’orazione é stata tradotta in italiano, in francese, in tedesco e in rumeno. Il ,,nuovo sistema di metafisica“ — ehe esibisce, al tempo stesso, la prima forma della gnoseologia vichiana, ossia la teória, ormai famosa, conosciuta con la formola abbreviata dei „verum-factum“ — venne dato nel primo libro, intitolato appunto „metaphysicus“ e solo pubblicato, dell’opera De antiquissima italorum sapientia ex linguae latinae originibus eruenda, libri tres Iohannis Baptistae a Vico neapolitani, regii eloquentiae professoris (Neapoli, MDCCX, ex typographia Felicis Mosca, permissu publico). Degli altri due libri — il Liber physicus e il Liber moralis — quest’ultimo non fumai scritto: il secondo, scritto bensi o, quanto meno, largamente abbozzato, resto inedito e fini con 1’andare disperso. Per intanto la comparsa dei Liber metaphysicus — dei quale s’ebbero poi una traduzione italiana, una francese e una spagnuola — suscito un articolo polemico, scritto probabilmente dal veneto Bernardo Trivisano e pubblicato anonimo nel tomo V (1711) dei Giornale de' letterati d’Italia, ehe si pubblicava a Venezia sotto la direzione dei fratelli Apostolo e Pier Catterino Zeno. A codesto articolo il Nostro replico con una Risposta, edita a Napoli, presso 1’anzidetto Mosca, nel 1711 in opuscolo; a codesta Risposta segui una controreplica data nel tomo VIII (1712) dei Giornale; il Vico controreplicö a sua volta con una seconda e molto piú ampia e importante Risposta (Napoli, Mosca, 1712); e il Giornale prese per ultimo la parola, ma soltanto per protestare di non voler replicare ,,per riverenza dell’autore, che nostro parzialissimo si dichiara, e per non moltiplicare in eterno le contese“. Nel 1713 un giovane discepolo dei Nostro, Adriano Antonio Carafa duca di Traetto (1695—1763), nipote ex fratre dei famoso o famigerato Antonio (1642—1693) — giunto, öltre che al grado di feldmaresciallo e commissario generale dell’esercito austriaco, anche a ricchezze immense — pose a disposizione del maestro 1’archivio privabo dello zio: collezione di documenti quanto mai preziosa, e che, inviata da Vienna a Napoli nel 1696, oggi, purtroppo, é andata quasi tutta dispersa, sebbene di alcuni dei pezzi ehe la componevano si abbiano equipollenti in taluni Archivi di Stato italiani e segnatamente nello Staatsarchiv e nel Kriegsarchiv di Vienna. Su codesto materiale inedito e su pochi libri a stampa il Vico lavorö 1’opera sua ehe, stampata lussuosamente a spese dei Carafa iunior e comparsa nel marzo 1716, reca il titolo Ioh. Baptistae Vici De rebus gestis Antonii Caraphaei libri quatuor, excellentissimo domino Hadriano Caraphaeo, Trajectinorum duci, F or oliv ensium domino XIII, Sacri Romani Imperii comiti, Hispaniarum magnati amplissimo, dicati (Excudebat Neapoli Felix Musca, publica auctoritate, anno M. D. CC. XVI.). Che, nel comporla, 1’autore mirasse soprattutto a polemizzare contro quegli storici francesi, al dire dei quali, con 1’occupare la Transilvania, dopo avere imposto al voivoda Michele Apafy di accogliervi, pei quartieri d’inverno, le milizie cesaree guidate dal Carafa, Leopoldo I avrebbe violato il diritto delle genti, é affermazione che, taciuta nell’autobiografia e in ogni altro scritto vichiano, non viene formolata, nella supplica che andiamo illustrando, se non per una semplice captatio benevolentiae. Scopo pratico tanto piú manifesto in quanto in quel lavoro, capitale per la storia segnatamente ungherese, ilVico fabattere, si 1’accento proprio sulla gesta transiivanica;