Leo Santifaller: Ergänzungsband 2/1. Festschrift zur Feier des 200 jährigen Bestandes des HHStA 2 Bände (1949)
IV. Quellen und Quellenkunde - 32. Roberto Cossi (Padova): Testi giuridici mediaevali nella ßiblioteca Capitolare di Padova. .
Testi giuridici medioevali nella Biblioteca Capitolare di Padova. Roberto Cessi (Padova). 499 Quando il 24 Ottobre 1339 il custode della cattedrale di Padova, Giovanni Fantini, nominato sacrista, fece l’inventario, öltre che degli oggetti di sacristia, anche dei libri in essa conservati, non trovö alcuno di diritto: tutti testi ecclesiastici, i piü per 1’uso liturgico, pochi per la cultura sacra *). Questa assenza si constata anche nel secondo inventario compilato in piü riprese tra il 1350 e il 1357 * 2). E stavolta meraviglia aneor piú, poiché la biblioteca capitolare aveva avuto, nel frattempo, l’incremento, per donazione o per disposizione testamentaria, dei vescovo Ildebrandino Conti (f 1352), ehe era doctor legum, inscritto al collegio dei giuristi padovani 3), e ehe di un copioso e vario drappello di dottori giuristi si era circondato, per servirsi di essi, nella cura della diocesi, come vicari generali 4). In verita nel suo testamento dei 1339 il vescovo Ildebrandino aveva lasciato al nipote Paolo Conti omnes libri historiae romanae et cuiuscumque alterius historiae, praeterquam Scripturae, et omnes libri Senece: al Capitolo e alia sacrestia della chiesa padovana, tra 1’altro, una glossa ordinaria et interlineari, et est in tribus magnis voluminibus5). Ma questa glossa nelFinven- tario dei 1350 non si trova, a meno ehe non sia identificabile con 1’opera cosi indicata: tria volumina quorum nomina ignorantur: ma tale ignoranza dei notaio sembra eccessiva. Tolta questa glossa, della cui introduzione alia capitolare non siamo pertanto certi, gli altri libri, lasciati dal vescovo Ildebrandino alia stessa biblioteca, sono o liturgici o sacri. Libri di cultura sacra o profana furono legati, come abbiamo notato, al nipote Paolo, o donati alia biblioteca antoniana dei Conventuali di Padova. Forse non si riteneva conveniente turbare quel primo fondo della biblioteca capitolare (ancora ospite della sacristia, perché priva d’una sede autonoma), cosi omogeneo nei suoi volumi quasi tutti attinenti al culto, con apporti di diverso ed estraneo interessé. Si potrebbe spiegare cosi quella resistenza a introdurre nella biblioteca testi giuridici, la quale, salvo poche eccezioni, di cui subito diremo, duro quasi intatta un altro secolo e mezzo, finché, dopo il 1482, la biblioteca ebbe la sua sede, il suo edificio: nell’atto di rillvere la donazione della ricchissima raccolta dei vescovo Iacopo Zeno il suo successore, Pietro Foscari, ordina anche la costruzione d’un locale adatto ad accoglierla; forse questo era presupposto al passaggio di quella, non soltanto per necessitá di spazio. Le eccezioni sopra accennate sono due soltanto, e per giunta una é problematica. Cominciamo da questa 6). Il 16 gennaio 1418 Marino Zabarella, dottore decretista, presentavit all’arciprete e ai canonici lo „Speculum“ cum hac condictione quod debeant ipsum reponere in libraria sacristie ecclesie paduane7). Il codice proveniva dall’ereditä di Pietro da Montagnana x) Inventari antichi, ms. della capitolare di Padova. 2) Inventari antichi, cit. 3) Gloria, Monumenti della Universitá di Padova (1318—1405), Padova 1888, To. 1°, p. 67. 4) Il Gloria (op. cit. pp. 63—64) ne dä 1’elenco. 5) Orologio, Dissertazione <Sa sopra Vistoria ecclesiastica padovana, Padova, 1815, doc. 78, ff. 129—131. ®) Sulla quale in altra sede ritorneremo per un esame meno affrettato. 7) Biblioteca capitolare di Padova. Atti dei Capitolo, II, c. 62, v. Lo Scarabello (Delia biblioteca del rev. mo Capitolo di Padova, Padova 1839, p. 9), che conosce quest’atto, non ne cita la fonte, da női trovata anche per i due atti del 1406 e del 1417, di cui alia nota.