Leo Santifaller: Ergänzungsband 2/1. Festschrift zur Feier des 200 jährigen Bestandes des HHStA 2 Bände (1949)

I. Archiv-Wissenschaften - 7. Giovanni Praticö (Mantova): L’archivio pubblico di Mantova e il suo riordinamento sotto il governo di Maria Teresa

L'Archivio Pubblico di Mantova. 125 me, quanto per l’esecuzione in virtu della Reale approvazione, che o pótra ora lasciar correre in conformitä dell’ordine ehe per equivoco é stato prematuramente spedito al Magistrato Camerale di Mantova, o rinovandoglielo convenevolmente per commissione dello stesso Ser. mo Amministratore, giacché sulla scoperta dell’enunciato sbaglio ne aveva fatto sospen- dere l’evacuazione x)... “ La lettera ufficiale, annunciata dal Duca, arriva il 30 settembre. In essa é pienamente confermato quanto ha giä comunicato il Presidente del Supremo Consiglio, Duca Tarouca. Il Conte Cristiani, lo stesso giorno, manda i suoi vivi ringraziamenti al Duca, il quale ha mostrato „singolare benignitä e superiore maniera di pensare“, sorvolando l’involontario incidente nel consueto intento di promuovere e non ritardare “il miglior servigio diSua Maesta“. Assicura, poi, ehe, approfittando della liberta concessagli, si appiglierä alia strada piu breve e ordinera a Mantova, previa sempre informazione a S. A. Ser. ma, che si dia corso alia sospesa esecuzione del piano 2). Infatti, con lettera di uguale data, informa il Presidente del Supremo Consiglio di Giu- stizia, Conte Peyri, ehe, essendo ormai cessati i motivi della sospensione, il piano puó essere eseguito in tutte le sue parti 3). L’ordinamento viene iniziato, ma va per le lunghe. Il tempo assegnato, previsto nella durata di tre anni, é giä trascorso. L’ 11 maggio 1760 viene ordinato al Consiglio di Giustizia di ingiungere all’Archivista Cotti di continuare con tutta diligenza il lavoro, di cambiare gli seri vani che eventualmente si fossero mostrati incapaci di disimpegnare lodevolmente le loro incombenze o ehe non le accudissero tanto alia mattina quanto al pomeriggio. Inoltre, non bisognava permettere di assentarsi dalia cittä agli seri vani ehe non tro- vassero la sostituzione. Il 23 giugno dello stesso anno all’Archivista vengono impartite altre piü rigorose istru- zioni per un ,,piü sollecito ed esatto riordinamento delle scritture“, poiché ,,dalia Clemenza di S. M. intenta sempre al Pubblico bene, viene giä da piü anni erogata dal Regio suo Erario l’occorrente spesa“. L’Archivista deve segnalare tanto quelli ehe si applicano al lavoro con diligenza e ten- gono lodevole condotta, quanto quelli ehe, invece, palesano negligenza e commettono man- canze. Le altre disposizioni riguardano: la rigorosa osservanza dell’orario; le punizioni per le assenze ingiustificate; 1’assegnazione dei lavoro a ciascuno secondo la propria capacitä; 1’obbligo di non distrarsi dal lavoro; l’obbligo dell’Archivista di concedere il permesso di allontanarsi dalia cittä soltanto quando sa di potere affidare la sostituzione a persona capace e fornita ,,della probitä e fedeltä necessarie al maneggio delle pubbliche scritture“; e, infine, 1’ordine per 1’Archivista di riferire subito sulla quantitä di lavoro occorrente ancora per il completamento dei riordinamento e, in seguito, d’indicare ogni sei mesi il lavoro compiuto. Nonostante tutto 1’interessamento e tutta la sollecitudine dei Governo, 1’ordinamento va sempre a rilento. Il 30 settembre dei 1767 é la stessa Sovrana a domandare che le vengano for­mte notizie. Il Consiglio di Giustizia, in data l.° dicembre, presenta una dettagliata relazione 4). Da essa si apprende: ,,Che 1’opera dei vero riordinamento de’ pubblici rogiti dei notai, in- cominciata nell’anno 1755, rimase compita a tutto 1’anno 1763.“ Rimane la rilegatura di J) Ibidem. 2) Ibidem. 8) Ibidem. 4) A. S. M. — Supremo Consiglio di Giustizia — B. 28.

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