Leo Santifaller: Ergänzungsband 2/1. Festschrift zur Feier des 200 jährigen Bestandes des HHStA 2 Bände (1949)
I. Archiv-Wissenschaften - 7. Giovanni Praticö (Mantova): L’archivio pubblico di Mantova e il suo riordinamento sotto il governo di Maria Teresa
120 Praticö, qualche esempio, quello del 23 agosto 1563 1), il quale autorizza il figlio del defunto notaio Pontevigo di Mantova a tenere in casa gli atti paterni, purché ne dia l’elenco all’Archivio Pubblico e faccia autenticare e sottoscrivere le copie dal Massaro, corrispondendogli i relativi diritti. L’Archivio Pubblico di Mantova accoglieva gli istrumenti dei nótái cessati della cittä e dei paesi ehe non avevano un proprio Archivio. Infatti, si concedeva anche alie Comunitä la facoltä di istituire Archivi pubblici locali. In un documento dei 9 marzo 1600 2) é la Comunitä di Medole che chiede di potere conservare le scritture notarili nei locali ad esse destinati, cioé di costituire 1’Archivio Pubblico. Mentre il notaio della stessa localita Gio: Antonio Coffani, in data 7 giugno 1600 3), chiede, per Petä avanzata e per motivi di salute, di essere sostituito dal nipote Pietro Negri nella funzione di „rilevare e autenticare“ tutti i rogiti suoi e quelli di altri due notai defunti da lui conservati perché ne era stato autorizzato. Nel distretto di Mantova costituiscono un loro Archivio pubblico le comunitä di Asola, di Acquanegra, di Bozzolo, di Canneto, di S. Martino dell’Argine, di Viadana, di Castiglione delle Stiviere, di Castelgoffredo, di Guidizzolo, di Isola Davarese, di Mariana, di Mellara, di Ostiano, di Piubega, di Pomponesco, di Rivarolo, di Redondesco, di Sabbioneta. Il Massaro dell’Archivio Pubblico di Mantova veniva eletto dal Collegio dei Notai. Un documento dei 21 giugno 1569 4) fornisce i particolari dell’elezione. Nell’Ufficio o luogo prescelto dal Collegio e dall’Archivio venivano convocati il Priore dei Collegio, alcuni membri dei Senato di Giustizia, suprema magistratura giudiziaria, e parecchi notai dei Collegio. Tutti insieme esaminavano i requisiti di idoneitä dell’eleggendo, giä accertati dallo stesso Senato, e quindi pronunciavano il loro voto. Il candidato, se ottoneva 1’unanime suffragio, veniva eletto. Prima di insediarsi nell’ufficio, doveva promettere davanti al Priore e al notaio, chiamato a redigere l’atto dell’elezione, di conservare bene le scritture a lui affi- date e di consegnare la spettante percentuale degli introiti agli eredi e al Collegio dei Notai. Subito dopo, alia presenza di testimoni, s’impegnava di versare i dueeento ducati di cauzione. Invece, il Massaro degli Archivi Pubblici delle Comunitä veniva eletto dietro il semplice accertamento, per testimonianza di notai e di altre persone, dei possesso dei requisiti morali e professionali. L’Archivio Pubblico fu sempre considerato istituto di grande importanza e suscito le sollecite cure dei Gonzaga, come appunto provano le diverse leggi emanate 5) dal 1516 fino a quella dei 2 marzo 1703 6) dell’ultimo Gonzaga, il dúca Ferdinando Carlo. Non menő sollecita si moströ la Casa d’Austria, succeduta ai Gonzaga nel Governo di Mantova. Nel 1723 1’Archivio Pubblico, ehe aveva sofferto molti danni a causa di incendi, del sacco di Mantova del 1630 e forse anche di una poco scrupolosa custodia, vede compiuto il restauro dei locali, l’arricchimento e l’abbellimento della suppellettile e l’inizio o meglio un primo tentativo di riordinamento delle sue scompigliate carte, a cura del notaio Giovanni Cotti, del figlio Francesco Edoardo e di tre altri aiutanti. Su questa prima importante opera di ripristino si trova testimonianza nella relazione presentata al Principe Filippo d’Armastadt dal Prefetto delle Aeque e Ducali Fabbriche, Doriciglio Moscatelli Battaglia 7). ») A. S. M. — Arch. Gonz. — U. VI. b. 3582. 2) Ibidem. 3) Ibidem. *) A. S. M. — Arch. Gonz. — U. V. b. 3581. 5) A. S. M. — Arch. Gonz. — Gride: 31/10/1569; 26/3/1572; 27/6/1590; 6/4/1621; 11/10/1669; 2/6/1688; 8/3/1691; ecc. «) Ibidem. — U. VI. b. 3582. 7) Ibidem.