VJESNIK 1. (ZAGREB, 1913.)

Strana - SVESKA 3. - 195

195 vede che quello ho scritto io è verissimo, e che non ostante siano sce­mati hora più che per la metà li Murlachi (perche parte sono morti di Turchi, parte fatti schiavi, e parte trasportati per soldati in Italia, doppo che io scrissi le mie) con tutto ciò ancora se ne può hauer quel numero che a lui bastarebbe, e per consequenza colpa non è mia, ha­vendo sempre scritto, che lui ha ricercato. Haveva per tanto deliberato ritornare a Venetia, e doppo haver fatto la sera meco uri lungo la­mento, la mattina de 15 del corrente mi fece un raggionamento, che qui annesso mando, in presenza di monsignor vescovo Sapatense 1 ). Sapera di che assieme col sudetto mons. Sapatense, e con signor go­vernator Michele Crutta io hò fatto lunga discussione, e trovando, che non era ben in modo alcuno che si partisse, si per li pericoli del mare, come anco perche cosi disgustato potrebbe abbandonar l'impresa, et andarsene altroue con grandissimo danno della serenissima Republica, e con la perdita di con opportuna occasione, che habbiamo di poter per mezo suo con facilita distrugger l'imperio Ottomano in Europa, et assicurare per l'avvenire l'Albania, e lo stato della Republica da queste parti di Levante. Perciò primieramente mi sono insegnato a di­suaderli 1' andata, poi promessoli che procurarei rappresentar con carta il tutto, acciò non possa essere attribuito ne a lui, ne a me il manca­mento, mentre et egli si troua qua pronto, et io con le lettere sollicito. Cosi presentai all' eccellentissimo generale la lista, et instanza di quello desiderava da Sa Eccza, il sultano. E perche intendo l'habbia inviato al publicita (?) mi e parso aggiùngerla, accio le Eccellenze Vostre neg­gano quello dimanda, e procurino, che senza induggio li sia inviato. Scrivo assieme al dottor Pierucci, che spiega il tutto, et solleciti egli da presso, si come non tralascio io da lontano con supplicare l'Eccze. Vre. ad interporre in negotio cosi importante et gravissimo, quelli mezi più offìcaci che somministran loro la prudenza propria, 1' honore di Dio, benefìcio publico della patria e Christianita tutta, et una memoria gloriosa che resterà della loro pietà per sempre presso la patria, et il mundo tutto. Metto in consideratione, che dal penetrare il sultano, su­bito (presso che saria Scutari) coli'armi in Servia, servirà non solo per far la diversione di Dalmatia, ma etiamdio per assicurare l'Alba­nia, altrimente se vorrano mantenerla converrà fare di continovo una spesa indicibile ogni anno. Metto anco in consideratione l'utile - che subito ne haverà la Re­publica si perchè si sgraverà da cosi grosse militie, che è qui in Dal­matia, come perche si aprirà il trafico di mercantie, e si potrano havere grani et altre vettovaglie in abondanza per queste et altre parti biso­') Prije spomenuti Simeon de Summis. *

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