VJESNIK 1. (ZAGREB, 1913.)

Strana - SVESKA 3. - 192

192 Rispose: Fui meso in casa di uno interprete, dove sono stato spesato di quello dell' imperatore, et la spesa è importata mille ducente scudi, et mi sono partito spontaneamente perche vedevo, che non fa­ceuano guerra col Turco, perche sei' hauessero fatta volevo andare con esso loro. Et mene sono venuto qua con intentione di andare su vascelli del Gran Duca dì Toscana e tirrare alla volta di Corrone. Et di quivi senza sbarcare mandare lettere, et messo al bassa Muratt —bei, et darmeli a conoscere, e se lui vollesse accettarmi potrebbe darmi tanto aiuto, che pigliarci tutta la Morea, et andrei sino a Costantino­poli, e me ne darebbe l'animo, e quando detto bassa non mi volesse ricevere me ne tornarei adietro. Domandato come egli pensa che detto bassa, che non conosce esso constituto e non hà, ne può havere di lui alcuno riscontro chiaro, che sia figliolo di detto sultan Maometto, et che non lo conosce ne di presenza, ne con lettere, ne in altra maniera, volesse partirsi dall' obe­dienza del Gran Signore, eseguitare centro di lui uno incognito. Rispose : U bassa mi ha veduto in Manissa prima che havessi il vaiolo, sò che mi riconoscerebbe, e sò che anche in altre parti della Turchia sono delle persone vecchie, che mi hanno veduto quando ero fanciullino, et in quelle parti è fama di me, e sò che sarei seguitato. Dettoli che averta bene, che nell' antecedente esamine ha detto di non hauere amicitia, ne conoscenza con alcuno, et che in partico­lare non ha veduto questo bassa della Morea, ne esso bassa ha ve­duto lui, però che dica come vogli saluare questa contrarietà, massime che ad un' altro interogato ha risposto chiaramente, che in parte al­cuna della Morea nessuno sà che egli sia figliolo del detto gran Sig­nore sultan Maometto. Rispose : Il bassa della Morea et quello di Buda mi hanno veduto quando ero picino in Manissa prima che io fugissi, ma da quel tempo in qua no, et questo ho voluto dire ne miei esamini. Mala verità sta, che mi hanno veduto, et di me nelle parti del Turco si ha notitia, et cosi sta la verità. Replicatoli, che questa non è bona conciliatione dall' uno detto all' altro. Perchè ne primi esamini ha negato chiaramente quello, che nel presente dice per vero, d'essere stato veduto dalli duoi bassa et di essere in notitia nelle parti del Turco, et che se questo fusse vero il Gran Signore Y haurebbe fatto cercare con tanta diligenza che Y haurebbe trovato in qual parte del mondo fusse stato. Rispose: Ho detto quelche sapevo, et è la verità. E fattoli più interogazioni oportuni, nè potendosi havere altro di sostanza dal detto constituto fù dismesso Y esamine e licentiato lui col sudetto interprete, et imposto silentio.

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