VJESNIK 1. (ZAGREB, 1913.)
Strana - SVESKA 3. - 187
187 stantìnopoìì sì rende molto diffìcile ad essere creduta come uiene esposta, ne può capire in mente sensata, che senza saputa deïTa madre tanto uicina in Macedonia esso constituto hauesse fatto un uiaggio cori tanto pericolo di sua persona, ed ad una semplice parola d'un pouero eunuco, oltre che non può almeno persuadersi, che il medesimo constituto veduta la morte di Mustafâ-bassâ cosi giovanetto si partisse solo e facesse un si grande e lungo uiaggio, ma che più presto, poiché era transferito a Constantinopoli per lasciarsi vedere, e per otenere la sedia del regno. Saria credibile, che se vi fussi andato, si fosse dimostrato al patriarca, il quale sapeva, che era consapevole di questo negotio, però che auerta bene a dire la verità in cosa di simile importanza, potendo credere, che il Gran Signore presente sia per usare ogni diligenza estrema, per venire in cognitione del vero, et ritrovare se veramente esso constituto sia suo fratello o no. Et essendo, come seguissi il mettere in suo cambio un altro fanciullo di consimile età, e farlo suffocare. Rispose : Queste cose sono tutte vere, et non mi sono state date ad intendere. Domandato quando esso constituto hebbe il vaiolo, e fu mandato per esso dal padre sultan Maometto in Manissa, et che dice essere slato messo un altro fanciullo in suo cambio, e suffocato, et esso mandato in casa di un greco, ne habbia memoria, e se ne ricordi bene, e se sapeva alhora d'essere figlio del Gran Signore. Rispose: Lo sapevo, mene ricordo bene, che hauevo sette anni in circa, et ho veduto mio padre, e quando segui questo baratto di quell* altro figlio in cambio mio, eravamo nel seraglio. Dettogli che difficilmente questo si può credere per le gran dui-; genze, che si usano nell' entrare et uscire dal seriglio, et delle gente, che ui si lasciano entrare et uscire. Rispose : Questo non é serraglio guardato come quello di Constantinopoli ; et il fatto segui tutto come ho detto, et di notte tempo et col mezzo del eunuco sudetto, che gouernava ogni cosa. Domandato che dissegno sia il suo quando sia fratello del Gran Signore per ricuperare la Signoria che li perverebbe. Rispose : Hauendo degli aiuti la recupererei. Domandato che aiuto vorebbe, et in che luogo particolare vorebbe essere sbarcato. Rispose: Io ho sentito dire che il Gran duca di Toscana continuamente arma a danno del Gran Turco, vorei andare sopra li suoi vascelli alla volta della Morea, et sbarcare a Corrone, dove haurei parlato con Moratti-bei, che era amico di mio padre, et se egli mi havesse voluto aiutare haurei comminciato â fare de fatti. Domandato quelche possa sperare da detto bassa se mai si sono conosciuti, ne pure salutati con lettere. Rispose : Havrei fede di solevare la gente all' arivo mio in quelle parti.