VJESNIK 1. (ZAGREB, 1913.)
Strana - SVESKA 3. - 185
185 nel regno. Et egli mi disse sultan Amett. Et io domandai come poteva stare, perche ui era sultan Mustafa primogenito, alquale trovava la successione. E lui mi disse, che prima d'alcuni mesi il padre proprio I' haveva amazzato, et che però era successo sultan Amett. Et alhora andai da mia madre, dicendoli quello haueuo inteso et dolendomi, che ella non mi hauesse fatto sapere la morte del mio maggiore fratello, perchè se l'hauessi saputo sarei andato a Constantinopoli, perchè toccava a me la successione, e non a sultan Amett, che e minore di me. E lei mi disse, che non l'haueva saputo. Domandato se esso constituto o la madre o altri in loro nome habbino fatto sapere a sultan Amett hoggi Gran Signore de' Turchi, che esso constituto sia suo fratello maggiore, et a lui come a maggiore d' età , e nato prima del medesimo padre, tocca il regno. Rispose : Dirò quanto é passato in questo negotio, et é, che il medesimo eunuco mediante il quale segui la fuga mia, che anni e mesi due in circa midisse in Macedonia, che gl' era stato in Constantinopoli et haueva detto a Mustafa bassa, che era quello, che gouernaua il Gran Signore sultan Amett, che a lui non toccava la Signoria, ma a me come a figlio maggiore d'età del morto Gran Signore, et che ero vivo, et mi haurebbé .condotto in Constantinopoli non essendo giusto, che mi fusse tolto il mio. Mustafa gli disse, che cosi era il dovere, però che al ritorno della gente d'arme in Constantinopoli, che per certa occasione era luora, saria stato il tempo di amazzare il sultan Amett, e mettere me in sedia, e che però mi conducesse in Constantinopoli. Et io inteso questo senza farne consapevole mia madre mi lasciai condurre in Calata in un convento di Greci, dove stetti trenta tre giorni senza lasciarmi vedere in habito da clerico con la capelliera, et habito nero, ne alcuno sapeva, chi io mi fussi, ne quello, che quin facessi, saluo quelli, con i quali ne trattarla l'eunuco, che mi disse che erano sette in tutto, tra quali mi nominò il detto Mustafa bassa et il patriarca di Constantinopoli. Intanto si commineió à spargere noce di questo fatto, e venne a notitia el Gran Signore, il quale amazzo detto Mustafa bassa, et io lo veddi morto, perche vi andai nel sudetto habito incognito, poi me ne partii subito, et andai lontano 10 miglia ad un luogo chiamato Gnocoe (?). Et di quiui poi con certi mercanti Greci mi imbarcaj per la volta di mari negri arivando in Misseuria, e da Misseuria a Turno in Bulgaria, et poi nella Valachia, Moldavia, poi in Polonia, in Carcovia^ e poi ultimamente in Praga, di dove sono venuto poi qua a Firenze: Domandato chi era seco quando parti di Macedonia per Constantinopoli. Rispose : Eravamo l'eunuco, et io con due passeggieri padroni de cavalli, che non so li loro nomi, et stemmo quindici giorni per viaggio sempre per terra.