VJESNIK 12. (ZAGREB, 1910.)
Strana - 181
181 in quel stato. Se dobbiamo dirlo publicamente con pericolo della nostra uita ? Perche il prête non uole emendarsi con tutto che sia auisato caritativamente, et il vescouo lo sa ma lui ancora teme pregiuditio da Turchi per uia di quel prête a che è obligato il vescouo. E che dobbiamo far noi missionarij e li siamo obligati auisare? A questo si agiunge ancora il popolo, che ha il prête irregolare, perche nasce dei tutto maie ne uol lasciare di dire la messa, benche sia cascato di quel maie nella messe et quanto anco lo ha il vescouo ? Et se posiamo dire al popolo, che lo scacci con dire, che non hauessimo in niuna maniera e circa questo vi e pericolo come di sopra. 25° Sono molti christiani li quali sone chiamati con alcum nomi, che ne loro, ne li preti, ne li uescoui sanno discernere se siano nomi de santi o pure de Turchi, anzi piutosto dicono esser nomi de Turchi, et con questi nomi sono stati batezzati. Si domanda se possiamo noi uietargli quelli nomi, et dirgli, che si faccino chiamare con nomi de santi come noi Italiani. 26. Dapoi che siamo noi in quelli paesi moite giouene desiderano mantenersi verginelle senza maritarsi, ma li loro genitori le strapazzano tanto fortamente, che ne meno li danno da uestire, ma le lasciano come in abandono, che perö le pouerine patiscono grandissimi travagli. Se noi potiamo negare li sacramenti alli loro genitori et dire anco alli loro parochi, che faccino il medesimo et astrengerli ad usare la douuta carita uerso la sua proie? A noi pare di non potere, perche dicono li parenti : habbiamo pauura, che un giorno nell' andare alla chiesa o altroue ci sia fatta uergogna per esser in questo paese gente cattiva et Turchi, et per questo procuriamo di maritarle. Dell' altro canto si priva quella creatura dell' aureola della verginita. Dell' altro la creatura per nécessita glL conuiene fare quello non uole. Per carita ci risolui quello dobbiamo fare? 26. E consuetudine per non dire abuso persino in Cattaro et Perasto non mandare li padri o "madré le loro figliuole alla messa le feste di precetto comminciando delli 10 o 12 anni sinche si maritano. Mai uanno alla messa, solamente la notte di natale a mezza notte, e si confessano e comunicano la notte in altro tempo mai piu. Sempre stanno in casa, et aile uolte sono di 7 o di 15 anni et non uanno alla messa ma come sopra. Dicono esser consuetudine antica. Se pecchino li loro padri? Ma che poi quelle di Perasto uanno fuori di casa per aqua lauar li panni, passano avanti la chiesa et non entrano ne pure a dire un pater, ma per far altre cose escono da casa. Ma a Cattaro non.escano mai, solo alle uolte le notte, uisitando qualche chiesa. Si è predicato e fatto monittioni, ma non si uogliono emendare etc. Se bene ancor queste uanno fuori di citta la notte et uanno in uilla per le uendenmie et oliue. *