VJESNIK 12. (ZAGREB, 1910.)

Strana - 164

164 nacula constituit". Eadem rei militaris est ratio, miles primum, deinde centurio, tum imperator. Cumque nec medici, nec pictoris nomen obti­neat, nisi prius naturaš morborum expenderit, aut multos colores mis­cuent, variasque formas pennicillo expressent. Sacerdos contra facile invenitur non elaboratus, sed recens, quantum ad dignitatem simul salus ac provectus quemadmodum gigantes poetç finxerunt, uno die sanctos fingimus, eosque sapientes et eruditos esse iubemus, qui nihil didice­runt nec ad sacerdotium quidquid ante contulerunt, preterquam uelle. Et per il più talmente giouani, che li proprij padri non osarebbero co­metterli la custodia delle pecore, doue li vescoui presumon'addossarli la cura d'animé. L'ignoranza loro è manifesta e deplorabile. Chi sà recitare l'uffizio taliter qualiter è riuerito come il più célèbre theologo, e chi sa scri­uere nella maniera, che parlauano, quelli che uolevano fabricare la torre di Babel, è più che dottore. In somma da persone zelanti et intelligenti si dubita fortemente di molti di loro se sappino proferire le forme essen­tiali di sacramenti. Per moltiplicar anco gli assurdi hanno alcuni prelati introdotto or­dinar ad titulum missionis quelli dell'aliena diecesi senza le dimisso­riali degl' ordinarij. Da quest'infette radici nascono li sequenti inconuenienti. Primo. Tutti questi subito fatti sacerdoti senz'alcuna disciplina cléricale, senz'essercitio delle fontioni ecclesiastiche, senza dottrina ne­cessaria per l'amministratione di sacramenti, senza la dovuta peritia, pru­denza per la cura d'animé, s'introduchono nelle parochie eminenti senz'aspetto d'huomo, ragazzi visu, verbo e opere. Alcuni ammoniti da me della incapacità et confessandola m'hanno ricercato a procurarli la dispensa d'irregolarità per essere stati ordinati sacerdoti ante vigesimum annum. 2° Questi per intrudersi nelle parochie già prouiste senza aspet­tarne la vacanza o si servono di modi illeciti appresso l'istessi supe­riori ecclesiastici e li vecchi della parochia, o non riuscendoli questo partito ricorrono alla potenza di Turchi. Et de qui è provenuto, che a questi episcopi le parochie d'Albania son'ad nutum di Signori Turchi a Capriccio di quali si danno plus offerenti. 3° Che non potendo alcuni conseguire gl'ordini da proprij prelati ricorrono ad altri quali sub specie seruitutis o ad titulum missionis gl'ordinano anco senza le dimissoriali, e subito fatti sacerdoti s'intrudono nelle cure di luoghi doue sono nati. Cosi Don Nicolo Grubessa, Don Biba et altri della diecese di Scutari reietti da gl' monsignor vescovo sono stati ordinati dal reverendissimo d'Alessio et successiuamente si son in­trusi nella parochia di Barbalussi con l'esclusione dei legitimo paroco

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