ARHIVSKI VJESNIK 19-20. (ZAGREB, 1976-1977.)

Strana - 78

appellasi fiume Nero sortente dal lago di Desne. Il Nerenta dopo aver lasciato nell'irregolare suo corso vaste paludi, che purtroppo impegnano l'igiene pub­blica in quel Distretto sgorga in mare per 12 distinte bocche, tre pel ramo minore, e nove pel maggiore. È navigabile dalla sua foce sino a Metcovich anche con grossi navigli di cabotagio per la lunghezza di 12 miglia, la sua larghezza è di Klafter 90. Dal Bilivir sorge fra Metchovich e Klek 4 miglia lontano da Metchovich, e sboci a Fort-Opus dopo un corso navigabile di 6 miglia. Il Nero o Norin percorre 5 miglia fra Viddo e la torre Norin indi si perde nel Narenta. L'industria mani­fatrice non trae tuttavia què profitti che il corso naturale di alcuni di questi fiumi, ed una saggia regolazione degli altri potrebbero largamente offrire, sendochè tutti si manifestano quali elementi opportunissimi per una stupenda economia propria ove svilupamento di perfettibilità da costituirne il suolo proporzionatamente rivale a qualunque altro regione. Il continente del Circolo rappresentando una striscia longhitudinale del territorio di Sebenico fino alla Narenta inclusivamente è interseccato da una catena quasi continuata di alti monti, che dal punto di S. Elia sovrastante alla Citttà di Traù si estende lunghesso la riviera delle Castella fino alla fortezza di Clissa: ivi succede il Monte Mossor, che si prolunga fino in Almissa, e finalmente il Biocovo, che finisce a Bachina ossia alle foci del Narenta. Diviso di tal modo questo continente in due parti, la prima confinante colla Turchia appellasi montana, perchè posta generalmente fra monti di minor importanza dei primi, sparsa di Villagi e Borgate fu sempre occupata dai Turchi fino alla pace di Carlovatz e Possarevatz che la rese al dominio Ve­neto; la seconda chiamasi mediterranea e litorale in cui sorgono le città, i sob­borghi, i piani pure forniti di grandi villagi, avendovi rimpetto le varie isole e scogli quasi ad arte disposte e prolunghate da lato del mezzogoirno. Questo continente infine bagnato da un mare, che facilita fra tutte le parti ogni rap­porto di avvicendato commercio, e che lo pone in prossima communicazione di altri continenti, è alimentato da una temperatura di clima, che potrebbe anco vie più raddolcirsi in alcuni tratti, merce una migliorata agricoltura, ed ove la nuda ossatura attuale di monti riacquistasse l'aspetto maestoso delle antiche nostre foreste. Trattegiate fin qui in compendio le precipue materiali sostanze del Dis­tretto costituente un paese del tutto agricolo e commerciale ove appunto la forza degl'interessi materiali eccitati dai legittimi imperiosi bisogni,è tale che potrebbe dar vita ed associare, oppure estinguere^ depravare anche gli interessi morali, cosi per primo'ggetto de'nostri studi essendo stato l'ordine della sussistenza,e quindi quello della publica economia. Noi andrem'or ora esponendo con tutta lealtà le nozioni relative acquistate le qualli lungi del lasciare distanza fra i dati di fatto e le induzioni, lungi di servire di pascolo ad una sterile curiosità, varranno, ne siamo sicuri, a poter dedurre ciò che si dovrebbbe fare per correggere e migliorare almeno in parte la condizione in generale del nostro paese. II. Stato attuale dell'agricoltura, pastorizia e boschi. Dopo tanti vicende e cangiamenti di regime cui andò soggetta la Dal­mazia, durante una pace più che trentenne, le benefiche sollecitudini dell'illu­minato Governo dell'Aaustria inferirono alle nostre condizioni agricole non lieve miglioramento,ma tuttavia per una vera prosperità molti ostacoli su­78

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