ARHIVSKI VJESNIK 19-20. (ZAGREB, 1976-1977.)

Strana - 104

non può non dividere l'opinione generalmente invalsa, che il commercio assai più prosperebbe ove la merce una volta introdotta, e subito avendo l'ispezione finanziale fosse libera, e circolar potesse dovunque, senza bisogno di alcun ri­capito a sua scorta. Presidiati col massimo rigore i confini della provincia sia da lato di terra, che di mare onde prevenire il contrabbando, e ridotta legitti­mamente la merce nell'interno pare che non dovrebb'esserle ulteriomente ri­cusata quella libertà ch'è l'anima del traffico. Le perquisizioni e le visite cui vengono assoggettati i commercianti onorati nel sospetto sulla legittimità delle lor merci, sono frequenti, riescono spesse volte inutili allo stato, poiché ognuno si provvede de'neccesarj ricapiti di provvenienza, sono feraci di pro­cedure, e sovverchia occupazione per gli ufficj pubblici, riuscendo d'altro canto vessatoria agli esercenti. Il Commercio di transito nei rapporti colla vicina Turchia, e che vien esercitato quasi esclusivamente dalla Piazza di Spalato, qualle centro del Di­stretto della Camera, si manifesta nella sua importanza per ciascuno degli anni 1854, 1855 e 1856 nel qui unito Prospetto No 8 43 dinotante tanto l'importa­zione quanto l'esportazione dalla piazza medesima pei varj punti confinar] coll'Ottomano. Notabile è la decrescenza delle importazioni di bovi, cavalli, su­ini, lane, cera gialla, e pelli crude e ciò tanto relativamente gli anni anteriori, quanto nel confronto tra il 1856 ed i due anni che lo precedono. Attribuire vu­oisene la causa all'influenza de'migliori mezzi di comunicazione offerti alla Turchia colle nuove vie dell'Ungheria, Slavonia e Croatia, che rendono più agevole, e meno costoso il trasporto degli animali e generi suddeti di auello sia per i varj scali del nostro Distretto. Onde accedere ai punti di Billibrigh e Metcovich, che sono della più importante comunicazione col territorio nostro devono le carovane turche percorrere delle vie alpestri, e di maggior esstesione di quelle conducenti al confine ungarico e croato, nè il Governo turco volle mai determinarsi ad un provvedimento decisivo sebbene lamentata costante­mente da'sudditi suoi proprj, non menocchè provocato da quei miglioramenti, che in fatto di strade il Govreno nostro fece fino all'estremo confine coli' impiego d'ingenti somme. Egli lo fece allo scopo appunto di facilitare le co­municazioni tra Dalmati e Turchi e perchè convinto che il continente Otto­mano era stato dalla natura assegnato alla Dalmazia quale più gagliardo vicolo allo costituzione della sua ricchezza mercè un continuato commerciale movimento si terrestre che marittimo. Una strada ruotabile che da Sarajevo, capitale della Bosnia conducesse a Billibrigh, u'n'altra che da Mostar capitale d'Erzegovina si estendesse fino a Metcovich basterebbero almeno pel momento a fecondare grandamente le scambievoli relazioni d'interesse fra Ottomani ed i nostri. La Bosnia e 1' Erzegovina abbisognano urgentamente di uno scalo acconcio e favorevole sul mare adriaatico, e chiunque prenda a considerazione la carta geografica si persuaderà, che quello che avvenne nel 1577 (epoca della fondazione del La­zzartto di Spalato) deve presto o tardi succeder di bel nuovo, però che i luoghi non passano via come gli uomini, e ciò che fù in atto una volta vi rimane in potenza. Gli è perciò che la Camera persiste nella speranza che la città di Spalato quale immediato scalo delle Provincie turche e danubiane sara sempre prefferita ad ogni altro punto contermine nell'attuare il mezzo di pronta comunicazione, e di avvicendati raporti, e ciò quand'anche si tratasse u Taj prospekt je ovdje donesen u dvije tabele: XVIII i XVIII a, t. j. posebno uvoz, a posebno izvoz. 104

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