ARHIVSKI VJESNIK 14. (ZAGREB, 1971.)
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Sommario IL PROBLEMA DEL COLONATO NEL TERRITORIO DELL' ASTAREA DI DUBROVNIK L' Autore comincia con il valutare gli studi già esistenti, in cui si tocca o si risolve il problema del colonato nel territorio del? ASTAREA di Dubrovnik, cioè sulla parte più antica del territorio urbano situato in terraferma. L' A. si sofferma particolarmente sul lavoro di D. Roller, dedicato alle relazioni agrarie nel comune di Dubrovnik dal XIII al XV sec. ritenendo che il Roller tuttavia non ha risposto in modo chiaro alla domanda se sulT ASTAREA esistesse o meno il colonato. Egli, cioè, sosteneva la teoria secondo la quale c'erano li delle relazioni simili al colonato — da lui perciô dette »KMETINSTVO« — ma non ha mostrato con sufficiente chiarezza che tipo di relazioni fosse. L' Autore commenta poi anche il contributo di J. Lučić il quale, secondo il nostro autore, ha tentato di correggere la letteratura, fino allora esistente, sul problema del colonato, ma non ci è riuscito; il problema si è complicato ancora di più. Tuttavia, siccome il problema del colonato non è soltanto un problema economico e sociale, ma anche giuridico, 1' Autore esamina anche alcune analisi degli statuti dalmati chiedendosi se per lo meno gli storici del diritto abbiano stabilito con esatezza che cosa fosse il colono e quale fosse la sua posizione giuridica in Dalmazia. È d'accordo con I. Beuc il quale ha definito esattamente, in base alio statuto di Zadar, la posizione del colono, mentre ritiene che i risultati dell' analisi dello statuto di Split, eseguita da Cvitanić, non possano essere accettati. L' Autore passa poi a dare la propria definizione del colonato e dei lavoratori agricoli. Il materiale originario di Zadar, proveniente dai secoli XIII e XIV, offre cioè la possibilità di distinguere due catégorie di coltivatori della terra. La differenza fra le due catégorie è data anzitutto dala cultura coltivata sulla terra e dalla quantità di quest' ultima. Semplificando un po' il problema si potrebbero distinguere i lavoratori a giornata cioè viticoltori, e i coloni ossia agricoltori. I primi coltivano i vigneti, i secondi i terreni arabili; i primi non sono legati alla terra, i secondi lo sono. Vale a dire, 1' agricoltore si stabilisée sulla terra del proprietario sia che la coltivi con il proprio bestiame 0 col bestiame altrui. Studiando le relazioni agrarie a Dubrovnik del questo punto di vista, I' Autore trova facilmente la risposta alla domanda se sull' ASTAREA esistesse o meno il colonato. Secondo lui i piccoli possedimenti terreni nei dintorni immediati della città — le vigne — venivano coltivati per lo più dai cittadini stessi, e cosi non esigevano né permettevano l'uso della mano d'opera dei coloni. Perciô sull' ASTAREA il colonato non esisteva né poteva esistere. 1 contratti che nella letteratura (sul problema) vengono considerati corne contratti di coloni, sono in realtà contratti di lavoratori a giornata, solo che in essi appare l'obbligo della corvé corne un dovere nuovo. Questa, ritiene 1' Autore, è il compenso al proprietario della terra ceduta su cui il lavoratore a giornata, continuando a coltivare la vigna, costruisce la sua casetta. Il nuovo obbligo nei contratti di lavoratori a giornata è determinato dal fatto che il proprietario, permettendo ai lavoratori a giornata di stabilirvisi, desidera assicurare i suoi diritti di propriété, mentre il lavoratore a giornata dal canto suo acquista la possibilità di fondare il suo focolare nel territorio urbano. Tuttavia, queste condizioni nuove non hanno cambiato il carattere delle relazioni di lavoratori a giornata sull' ASTAREA. 274