Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)

Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok

299 Extra. Al molto magnifico ser Seraphino de Zamagno in Buda. Die 23. junii 1599. Recognita in iudicioad mobilia ex charta [...]'72 L. R. Lucas. Intus. Molto magnifico signor mio. Prima non vi ho scritto, né da voi mai si hebbe lettere, et con questa vengo sotto brevità. La causa che hoggi è Pasqua, et il apportator di questa, che è Marino, parte in questo punto, ma con questo Giovanni Pellizzaro, che partirà da qui questi pochi giorni per costà, vi si dirà più a dilungo. Et perchè questi giorni santi li signori conservatori di quondam Marino di Luca di Bucchia hanno havuto ultima vostra di 14 marzo con appresso dieci, che li havete scritto e mandato, le quali ancora non hanno né visto né letto, con tutto che dal vostro fratello li sono date in proprie mani loro, havendoli raccolti tutti insieme, et così loro per essere stati questi giorni santi non si hanno voluto raccogliere insieme, né farvi resposta. E massime che ser Nicolò Luca di Bucchia, fratello di ser Marino di Bucchia, il quale è herede del detto quondam ser Marino di Bucchia fratello suo, sono otto mesi che si trova da questi nostri signori mandato per sopracarico con la nave di Buscaino in Levante. Et in me non confidano tanto, et loro sono poco prattichi, pure mi hanno prommesso questi pochi giorni di farvi risposta a quello bisognarà, che loro dicono che havendovi detto per la commissione datavi ogni172 173 cosa et fattovi procura generale, che non occorre altro dirvi, o pure si farà vi scrivano. Et se vi si trovarà qualche teschera o altra scrittura scritta in turchesco, vi si farà mandare il tutto con detto Giovanni. Et perchè ho visto, che scrivete per detta vostra circa le vigne, è ben vero che vi è stato prohibito di venderli, però io vi dico et ordino, che gli vendiate, overo che gli diate per debito di quondam Bucchia, poiché gli potrete dare per talari quattrocento, come scrivete. Et questo fate sopra di me, et similmente vedete di vendere o dare alli creditori quella casa in Covino, et se vi impedirà una donna accordative con essa con darli al più la mità di essa, poiché si sta a pericolo di perdere il tutto. Et questo fate sopra di me, et attendete di riscuotere, et alle buone et alle cattive, et pagare alli creditori di quondam Bucchia, pagando prima li turchi et poi alli hebrei et poi alle altre nationi, advertendovi di pagare tutto di denari che riscotete, lasciando in voi sempre le spese et la provigione, perchè qui non si trova per uno danaro qualchevoglia di conto di quondam ser Marino di Bucchia. Anzi qui ven’è debitore et in Italia più di 15 millia ducati d’oro. Però ve ne prego di attendere et riscotere et avvisare almeno me, se non volete li conservatori, et attendere caldamente. Et circa Mihoc, servitore che fu di Bucchia, vi si dirà il tutto et vi si manderà il testamento di Bucchia, et vi si manderanno lettere scritte a me di costì di pugno di detto Mihoc, di quello s’ha imborsato dopo la morte di Bucchia. Et il simile vi si manderà una lettera scritta da detto Mihoc et Jozeffo, et sottoscritto da ambodua, la quale hanno scritto di captività, essendo capitati schiavi detto Mihoc et Joseffo ambidui in mano d’ungari, per la quale scrivono a ser Michele Piero di Sorgo. Il qual ser Michele si 172 A foliószám helye üresen hagyva. / Der Platz der Folionummer blieb leer. 173 Az „ogni” szó kétszer szerepel. / Das Wort „ogni” tritt zweimal auf.

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