Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)

Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok

273 degni di riceverla a misericordia, e similmente prego Santissima Vergine Maria advocata mia con tutti li santi, che pregano Iddio per me. Lasso per le decime et primitie a Santa Maria Maggiore di Ragugia d’argento talari XX, dico talari vinti, a San Biagio di Ragugia d’argento talari dieci, a Santa Maria delle Danze d’argento talari vinti. Et perchè dico et dichiaro, qualmente sono parecchi anni passati che ho havuto compagnia et negotio con ser Scipione Michele di Bona mio compagno, come appare per uno contratto di mani sua, et poi il seguito giornalmente per lettere sua missive, le quali se attrovano in Buda in mia cascetta, et li mia libri, che ho tenuto del detto negotio tutto particolarmente, li quali medemamente si attrovano in Buda. Et voglio che alli detti mia libri sia dato credito del tutto, come alli veri et iusti, che ho tenuto salvo ogni errore della pena. Et per li detti mia libri attrovo che del tutto, che sin hora mi ha mandato delle robbe il detto mio compagno ser Scipione, havendo dato debito a dette robbe secondo li avisi et li conti, che il detto giornalmente me ha mandato, dicendo che costavano conforme a detti conti, li quali senza pregiuditio mio siano accettati, quando mostrarà effettiva et medicamente che siano boni, veri et iusti. Et di quanto montanno le dette robbe per il detto suo costo, per incontro io giornalmente sin hora gli ho mandato in denari contanti et cori seccaticci tanta somma, quanto montavano dette robbe da lui mandatemi. Che non attrovo essere sopra detta raggione creditore in circa ducati mille, havendo ragionato, cioè posto a conto in dette partite tutti li talari mandatili a grossi vintiotto, et medemamente li cori mandatili per costo loro, delli quali cori me a dare et mostrare boni, veri et iusti conti delle vendite loro. Et medemamente delli laggi, che a cambiato di più delli grossi vinti otto li sopranominati talari, che alla giornata li ho mandato, che il detto laggio haverò avanzo delli talari insieme con il guadagnio delli cori a amontare parechi migliara de ducati. Et perchè dico et dichiaro di quanto io atrovvo in le robbe, debbitori, casse, vignie, massaritie et contanti della raggione, che è dinanti di me atrovvo incirca talari trentamilla a soldi cento per talare. Li quali sono incirca delli guadagni et avanzzi di tutta la administratione et negotio, che io ho administrato sin hora con mia gran fatica et travagli, sicome è notto quasi ho tutto il mondo. Li quali guadagni la maggior parte sono caussati havendo dato io molte robbe giornalmente a credenza a parechi et diversi debitori, sopra delli quali anchora habbiamo havere bona soma di denari dichiariti et indussi nella sopradetta soma. Et in grado et effetti sopradetti, nelli quali si attrovano li sopradetti denari, sono pro indiviso per la mittà mia con detto ser Scipione mio compagno in grado e termini che si trovano. Come volle il signor Iddio et ogni giustitia, che sicome siammo per la mittà del guadagnio, medemamente che sia delle perdite et disavanzi, che potessero seguire delli debbitori et sopranominati effetti, nelli quali si attrova sopradetta soma et incasso, che altrimente volesse detto ser Scipione, che sia fatto, ho cavellare in qualsivoglia via e modo. Tutto quanto che sia deto, sia senza alcuno pregiuditio mio deto et dichiarito de tutte le mie raggioni, che potessi usare inaliti di qualsivoglia giudicato, via e modo. Dichiarando che di più della sopradetta soma io ho havere tanto, quanto detto ser

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