Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)

Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok

253 Inferius. Et circa le veresie esso ser Marino dice tutte quelle e tutta quella soma, che vi sarà, se ser Scipione per sua bona voluntà et per amorevolezza in esse vorà participare bene et in hora bona, caso che non, esso ser Marino le riceverà e tirarà tutte a conto suo, né per ciò è di bisogno che ve ne habbiate della briga. Le quali veresie esso ser Marino dice esser sopra boni e paglevoli debitori, delli quali il più che perder potrebbe, non arrivarla a dua mila talari, e quando la compagnia si prolongarà, e vostra signoria mantenirà la botega a modo che sarà di bisogno, che ancor crede non perder né quelli. Di vostra signoria affettuossimo servitore Michele de Piero de Sorgo a Buda [2.] Suprascriptum. Al molto magnifico mio signore e padrone osservandissimo Scipione Michele de Bona a Ragusa. Intus. JHS Maria 1591 a dì 7 di marzo in Budimo. Molto magnifico signore e padrone mio osservandissimo. Dopo l’arrivo mio qui a Budim vi ho scritto. Altro giorno fece carcerare il emino di Covino150, per il quale havendosi intromesso il proprio passa, è stato di bisogno lassarlo e farli prolongatione di dua mesi di tempo con haver dato novi pieggi. Inferius Tuttavia si attende a riscotere dalli debitori, però a poco a poco causa la cativa annata dell’anno passato, con tutto ciò si va recogliendo. E come vi ho detto, quello di robbe vi è in botega, non si danno senza contanti già, et esso vede ogni cosa, e si viene acorger dell’error fatto nell’haversi slargato a far tante veresie. Inferius Già prima della mia venuta qui, secondo mi ha detto detto ser Marino, ha mandato a Belgradi le spese della pannina et ancor d’avanzo, il qual avanzo ha scritto, tenghino per le spese de corieri, che da me li sarano ordinati, che prima volevo mandare io, come vi scrissi, quindici talari sudette spese, che poi non servì, che mostrò haver in cori li denari, e mi ha promesso di dar detto ser Marino, per quanto per dette spese gli domandarò, siavi per aviso e governo. Inferius Come per detta vi scrissi ser Marino mi pagò i talari ducente venti, li quali di poi li ho imprestato ancora con talari cinquanta, havevo io, li quali fra questi dua o tre dì cre­do di rimborsarmi, e me ne vero servir di quelli per mia bisogni. E se vostra signoria mi 150 Keve, Ráckeve.

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