Imre Jakabffy (szerk.): Ars Decorativa 1. (Budapest, 1973)
S. CSEREY, Éva: Calamaio maiolica di stile Rinascimento
faggiolo.'^' Tutto cio e stato dedotto dalle iscrizioni del calamaio di Sevres; in merito ai caratteri visibili su oggetti analogi non furono effettuati costatazioni. Indipendentemente di cio, Ballardini ha definito proprio quesfoggetto di Sevres come proveniente da Faenza. : " Gli oggetti custoditi a Londra, a Faenza e nella collezione Giulianini sono pure giudicati provenienti da Faenza, 11 ' e soltanto quello di Napoli e definito d'origine da Cafaggiolo. Siccome il calamaio maiolica di Budapest e una versione piu riccamente ornata di quelli menzionati in analogia — puo darsi anche che provenga dallo stesso maestro — il suo luogo di provenienza puo dunque in ogni caso essere messo in rapporto con Faenza. 3 ' Sappiamo dalla descrizione di Rackham 1 ' 1 che il colorito dell'oggetto di Londra e di un forte azzurro, color arancio, mangano, verderame, e questi colori sono caratteristici sulla centrale di Faenza. 1 ' Gennari descrive 1'oggetto della collezione Giulianini come avente colori analogi e lo ritiene condizionalmente di provenienza da Cafaggiolo."' L'opera di plastica circolare di Cambridge risulto pure di provenienza da Faenza ed i suoi colori rassomigliano al calamaio di Londra. Non abbiamo pero evidenze al soggetto del colorito degli altri calamai. Sull'oggetto di Budapest sono predominanti il blu vivace, il giallo brunastro, c'e ne meno del verderame e ancora meno del viola mangano. Questa scala di colori, basandoci su quanto precede, fa testimonianza sulla provenienza da Faenza.' 58 Sommando quanto precede: il nostro calamaio di maiolica, sistemato su zampe di leone, rappresentante la Nativita di Gesu e 1'adorazione dei Tre Magi, fatto colla soluzione di plastica circolare, e stato creato dal figlio Giovanni del Nicola Manzoni da Colle, negli anni fra la fine del secolo XV. e 1510, colla massima probabilita a Faenza. II nuovo ed interessante oggetto del Museo Artistico Industriale ha aricchito la bella serie di calamai di composizione analoga dello stille rinascitario di un pezzo degno di considerazione. :w ANNOTAZIONI: 1 IM (Museo Artistico Industriale) Inv.-No: 69.1564. Altezza: 30 cm, diametro: 24 cm. 2 Pataky-Brestyanszky, I.: Italienische Majolikakunst. Bp., 1967. Tavola 17. Frammenti di calamaio da Buda, anni 1480—1490. 3 Ballardini, G.: Corpus della maiolica italiana. Roma, 1933. I. tav. 4. Dettaglio dello stesso Liverani, G.: Italienische Majolika. Koln, 1960. tav. 16. 4 Della Gherardesca, U.: Una rara plastica maiolicata. Faenza XXXVI. 1950. fasc. IV. 79— 80. tav. XXIV a. 5 Romano, T. E.: II museo „Duca di Martina" nella Villa „La Floridiana" di Napoli. Roma, 1936. 49 p. (Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia No 50) 6 Ringrazio il Dott. Francesco Abbate Direttore del Museo Nazionale della Ceramica „Duca di Martina" nella Villa ,,La Floridiana", che ha cortesemente voluto riinettermi una descrizione piu precisa dell'oggetto di Napoli insieme colle sue costatiazioni al sogetto del maestro creatore del nostro calamaio. 82