Vízügyi Közlemények, 1937 (19. évfolyam)

3-4. szám - Szakirodalom

Per illustrare l'andamento annuale dei fenomeni risulta frequentemente utile di far uso di valori relativi (p. e. invece che esprimere in millimetri la quantità della precipitazione la esprime in percenti della precipitazione totale dell'anno). Tale metodo può essere applicato ugualmente per le altezze idrometriche se l'al­tezza aldi sopra del livello di magra è rapportata all'escursione fra l'altezza mas­sima e quella minima. Cosi l'altezza d'acqua può essere espressa in percenti della pienezza dell'alveo. L'unità percentuale usata nelle carte giornalieri del Servizio Idrografico Ungherese è l'idrogrado il quale non è altro che una diecima dell'escur­sione totale. La curva dei deflussi rappresenta graficamente il nesso esistente fra le altezze idrometriche da un lato e le portate corrispondenti dall'altro. Due cagioni pos­sono rendere difficile la costruzione di tali curve e cioè la dispersione dei punti rappresentanti le singole osservazioni e la scarsità di questi ultime. La causa della dispersione dei punti rappresentanti si trova prima di tutto nel fatto, che nei fiumi ungheresi — dei quali le pendenze sono estremamente deboli — fra le pendenze delle acque in crescenza e di quelle in decrescenza si presenta una differenza enorme, onde in presenza di altezze uguali possono defluire portate scartate fra se del 20—30%. L'esperienza ha verificato questa teoria (fig. 11/a) Anche l'effetto rigurgitante ovvero aspirante di un affluente può essere la causa di un scartamento rilevante nelle portate corrispondenti alla stessa altezza idro­metrica. In tali casi la curva dei deflussi si trasforma in un fascio di curve rap­presentanti funzioni delle altezze locali e delle pendenze (fig. 12.). Tale effetto risulta particolarmente forte per i fiumi del Grande Bassopiano Ungherese. La fig. 9. dà un esempio assai suggestivo : la piena del Danubio ha esercitato un effetto rigurgitante sul Tibisco fino all' idrometro di Mindszent, località che distà di Km. 216-4 dallo sbocco del Tibisco nel Danubio. (Fra il 1° ottobre il livello d'acqua in questa località rimane costante mentre l'idrometro a valle ha segnalato cres­cenza, quello a monte insime con l'affluente sboccantisità però una forte decres­cenza.) Uno strato di ghiaccio (fig. 11/c, i punti contrassegnati con crocette) e le erbe lussuriantisi nell'alveo possono ugualmente modificare il nesso fra l'altezza idrometrica e portata corrispondente (fig. 11/d), a sinistra curva costruita per punti rappresentanti osservazioni d'estate e iemali, a destra però curve corrispon­denti ad osservazioni fatte all'inizio della primavera, rispettivamente alla fine dell'autunno. La fig. 10 da un'esempio analogo in base di osservazioni fatti nella Polonia. Anche un approfondamento o rialzamento del fondo può cagionare una lieve deformazione della curva di deflusso (fig. 11 /b). Se il numero dei punti rappresentanti delle osservazioni risulta scarsa e così per la costruzione della curva si è costretto a procedere all'estrapolazione in tali casi l'uso delle curve F =/ (h), B = f (h), e v = f (h) (F = sezione bagnata, B = larghezza dello specchio d'acqua, v = velocità media, li — altezza idrometrica). Il calcolo trovantisi in fondo della pagina 315 verifica l'asserzione che la curva v =f (li) in una scala logaritmica può essere rappresentata con una retta (li = raggio medio), un fatto che facilita l'estrapolazione. Cercando la quantità della portata massima o minima di un corso d'acqua, si può trarre conclusioni utili dai risultati ricavati per un bacino imbrifero vicino, prima di tutto in base ai dati •concernenti i deflussi unitari come pure in base al rapporto fra le portate carat-

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