Molnár József - Szilas Péter: Luci Notturne - La nostra Budapest (Budapest, 1993)

zione a filza della struttura di ferro, la cui sostanza era ehe la catena di punti luminosi installati uno accanto all’altro seguisse l’elegante linea del ponté. La lunghez- za della filza di lampade era di due chilometri e mezzo. Mel 1937 l’illuminazione gala del Ponte a Catene, della Statua di San Gherardo, della Chiesa di Mattia, del Parlamento e del Castello Reale arricchi in una meravi- gliosa armonia l’immagine notturna di Budapest. Nel 1938 ebbe luogo a Budapest il Congresso Euca- ristico. L’illuminazione gala della Basilica di Santo Stefa­no venne messa in funzione per quell’occasione. Nel corso dei preparativi erano illuminate anche una dozzi- na di statue, di maggioranza religiose, come per esem- pio in Rózsák tere (Piazza delle Rose) quella di Santa Elisabetta, quella di San Emerigo realizzata dallo sculto- re Zsigmond Kisfaludi Strobl, nonché quelle piú impor- tanti nel quartiere del Castello. A fine di rimbellire l’immagine delle vie di Budapest nel 1938 fu bandito un concorso per l’amodemamento morfologico e tecnico dei lampioni, coinvolgendo i migliori progetti di noti architetti, per esempio in Piazza degli Erői, all’üjlipótváros (Cittä Nuova di Leopoldo). L’ultimo impianto di illuminazione gala prima della seconda guerra mondiale fu realizzato nel 1939, il quale fu quello messo in funzione nel Castello di Vajdahu- nyad, il monumento forse piü adatto aH’illuminazione gala nella capitale. L’Impresa Elettrica si mise in prima linea, non soltan- to nella progettazione, ma anche nella realizzazione dell’illuminazione gala. Precedendo di molto ogni altro impianto sportivo, si decise di montare un impianto di illuminazione sül campo di Latorca utca, simile al quale esisteva finora solo nell’oltremare. Nei quattro angoli del campo sportivo alzarono pali di ferro alti 28 metri cadauno, con rispettivamente 12 riflettori su ogni palo. In occasione della prima messa in funzione i riflettori emettevano una luce quasi solare, illuminando addirit- tura il pallone ehe volava nell’aria. Lo stabilimento inau­gurate nel 1939 arricchi con una nuova sfumatura la vita sportiva della capitale. In quegli anni fece la sua ascesa anche l’illuminazio- ne pubblicitaria. Alla fine del 1933 ce n’erano 1391 connesse con la rete dell’lmpresa Elettrica. L’illumina­zione pubblicitaria delle vetrine stava incorporandosi in quella pubblica, facendo parte dell’immagine notturna delle vie. Nel 1937 l’lmpresa Elettrica comunicö ehe ormai erano in funzione 3300 luci pubblicitarie, verificando 34

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