László Szederkényi: La partecipazione dei cristiani alla vita politica nell'epoca precostantiniana - Studia Theologica Budapestinensia 33. (2008)
IV. LA PARTECIPAZIONE DEI CRISTIANI ALLA VITA PUBBLICA DAL II. SECOLO FINO ALL'ETÁ DI COSTANTINO - 3. Il problema del culto pagano
zione alla vita pubblica portava inevitabilmente a contatto; quasi ogni interazione con i pagani puó comportare contatti con l'idolatria. In tál modo appare un rifiuto più radicale dell'interazione con i pagani. Tertulliano cerca di distinguere tra comportamento lecito e pro- ibito entro il mondo pagano circostante. Il mondo e la vita pubblica sono permeati delTidolatria, cosî nella sua concezione appare come una questione molto seria257. Come mostrano le opere di Tertulliano, all'inizio del III secolo già si profila un disegno ideologico, una nuova struttura di fondo del cristianesimo corne movimento autonomo rispetto ai culti misterici ed al politeismo ufficiale dell'impero romano258. Secondo Cipriano è irragionevole organizzare spettacoli, perché non sono vantaggiosi né per il popolo, né per le magistrature delle città, ma piuttosto si tratta di una spesa superflua259. Inoltre gli spettacoli rappresentano soltanto l'immoralità, quindi l'omicidio e l'impu- dicizia. In realtà essi imitano l'atteggiamento degli dèi e anche gli spettatori diventano partecipanti ail'immoralité, perché non possono essere indipendenti dal loro influsso260. Negli Atti di Cipriano si legge: "il proconsole Paterno disse nel proprio ufficio al vescovo Cipriano: I santissimi imperatori Valeriano e Gallieno si sono degnati di spedirmi una missiva con la quale ordi- nano ehe tutti coloro che non praticano la religione romana devono riconoscere i riti romani"261. Quindi secondo il proconsole la fede cri- stina non esclude il riconoscimento degli dèi romani. Tuttavia non non si puè pariare di una libertà religiosa nell'impero romano. Soltanto il cristianesimo ha portato la libertà di coscienza262. Arnobio è convinto ehe gli spettacoli hanno una funzione religiosa agli occhi dei pagani263. Lattanzio distingue l'atteggiamento di Platone e quello di Socrate verso gli dèi. Platone non aveva coraggio di rifiutare il culto super257 G. G. Stroumsa, La formazione dell'identità cristana, Brescia, 1999, p. 173-174. 258 Cfr. I. Ch. Colombo, Modalità deli’ interpretatio cristiana di culti pagani, in Mondo classico e cristianesimo (a cura di M. Pavan e U. Cozzoli), Roma, 1982, p. 43. 259 Cfr. Ad Donatum 11. 260 Cfr. Ad Donatum 7-8. 261 Atti di Cipriano 1, 1. 262 P. Siniscalco, Il cammino di Cristo nell'impero romano, p. 72. 263 Cfr. Adversus nationes 7, 33. 56