Hittudományi Folyóirat 2. (1891)
Csicsáky Imre: Dante theologiája
Sotto cosi bel ciel, com’ io diviso. Ventiquattro seniori, a due a due Coronati venian di fiordaliso. Tutti cantavan: Benedetta tue Nelle figlie d’Adamo, e benedette Sieno in eterno le bellezze tue. Poscia ehe i flori e l’altre fresche erbette, A rimpetto di me dali’ altra sponda, Libere fur da quelle genti elette, Si come luce luce in ciel seconda, Vennero appresso lor quattro animali, Coronato ciascun di verde fronde. Lo spazio dentro a lor quattro contenne Un carro, in su due rote, trionfale, Ch’ a collo d' un grifon tirato venne. Esso tendea in su 1’ una e 1’ altr’ale Tra la mezzana e le tre e tre liste. Si ch’ a nulla fendendo facea male. Tanto salivan. ehe non eran viste; Le membra d'oro avea, quanto era uccellor E lianche l' altre di vermiglio miste. Tre dome in giro, dalia destra rota, Venian danzando; 1’ una tanto rossa, Ch’ a pena fora dentro al fuoco nota: L’ altr’ era, come se le carni e Tessa Fossero state di smeraldo fatte; La terza parea neve testé mossa : Ed or parevan dalia bianca tratte, Or dalle rossa, e dal canto di questa L’ altre togliean 1’ andare e tarde e ratio- Dalia sinistra quattro facean festa, In porpora vestite, dietro al modo D’ una di lor, ch’avea tre occhi in testa. Appresso tutto il pertrattato nodo. Vidi duo vecchi in abito dispari, Ma pari in atto, ed onestato e sodo. L un si mostrava alcun de’famigliari Di quel sommo Ippocráte, che natura Agli animali fe’ ch’ ella ha pni cari. Mostrava T altro la contraria cura Con una spada lucida ed acuta, Tal che di qua dal rio mi fe’ paura