Folia Theologica 21. (2010)

Puskás Attila: Le caratteristiche della teologia di Péter Pázmány

104 Attila PUSKÁS studi filosofici a Vienna, tramite il suo professore William Wright, prendesse notizia delle persecuzioni dei cattolici in Inghilterra. Quan­do invece lavoró come ripetitore nel Collegio degli Inglesi (Collegium Anglicanum) a Roma, aveva possibilité di approfondire le sue conos- cenze sulla teológia anglicana. Cosi accadde ehe arrivato a Graz come docente di filosofia, ben presto cominciö a lavorare sulla sua opera apologetico-polemica intitolata Krisztus látható egyházáról ('Della Chie- sa visibile di Cristo'), nella quale difendeva le dottrine bellarminiane relative alia questione circa l'appartenenza alla Chiesa. Le sue tesi fon- damentali le riassume nelle seguenti affermazioni: "Unus Deus, una Fides, una Ecclesia est"Extra ecclesiam non est salus"; "Christi Ecclesia visibilis est".w II suo metodo puö essere caratterizzato cosi: "ritorno alie fonti", in quanto la fonte principale della sua argomantazione è la Sacra Scrittura (321 citazioni), e poi cita abbondantemente delle opere ecclesiologiche ed eresiologiche dei Padri della Chiesa (da 31 autori 276 citazioni, di più delle opere di Agostino, Tertulliano, Cypriano e di quelli dei padri di Cappadocia), menziona pero relativamente poco i teologi cattolici e Bellarmino. Con questo suo libro ehe testimonia le dottrine fondamentali dell'ecclesiologia, Pázmány partecipö efficace- mente nelle dispute teologiche ehe si estendevano öltre le frontiere po- litiche, da giovane teologo esordi sui palcoscenico europeo. Quest'ope- ra giovanile gli servi anche da collezione di fonti e da base teoretica per i suoi scritti polemici ehe trattarono delle questioni più pratiche e potè incorporarla nella sua opera riassuntiva Isteni Igazságra vezérlő Kalauz (Hodegus). Allo stesso modo, si puö affermare che per Pázmány Whi­taker rimase il più importante fra i destinatari dei suoi scritti polemici, nonostante ehe fra gli autori stranieri lui sceglieva da interlocutori principali i due teologi protestanti, Hunnius e Balduinus ehe all'Uni- versità di Wittemberga insegnavano anche dei giovani ungheresi. Páz­mány, del resto, al di là della confutazione delle tesi di Lutero, Calvino e Melanchton, si occupö di più delle dottrine di Buliinger, dato che fu Buliinger ad esercitare il maggior influsso sui calvinisti ungheresi, tan- tó ehe, in conseguenza della sua mediazione, al Concilio di Debrecen approvarono il Confessio Helvetica Posterior e il Heidelbergi Káté (1566).10 11 10 Diatriba theologica, Antiloquium ad lectorem, B-B2. 11 Pázmány, P., Krisztus látható egyházáról. Diatriba theologica (cura e con la pre- fazione di Őry M.), Eisenstadt 1975. 3-28.

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