Folia Theologica 18. (2007)

Géza Kuminetz: Il peccato e la riconciliazione nella teologia di Sándor Horváth O.P.

IL PECCATO E LA RICONCILIAZIONE 145 paci di mantenere con consapevolezza e con onestà l'ordine giuridi- co dello Stato e della Chiesa. I peccati saranno cosa giusta se li riconosciamo e vogliamo ritor- nare sulla via delTamore. Riconoscendo i nostri peccati, saremo comprensibili ma non indulgenti, dato che nella vera consapevolez­za del peccato sono presenti gli intenti per ristabilire i danni causa­ti. E se qualcuno ce ne riporta Tattenzione, non abbimo altra via ehe chinare il capo. Sappiamo ehe riecheggiano piuttosto le escande- scenze e la richiesta dei nostri diritti quando veniamo accusati. Qu­esto non è nient'altro che l'esperimento dell'abuso delTordine giu- ridico. Le leggi divine non sono in contrasto con 1'orine giuridico, nemmeno se sono gravose per il destinatario, ma obbligano, e cio non è un passo da evitare nella riconciliazione. Riportiamo 1'esempio ehe qualcuno a modo di Zaccheo sia pronto per una ri­conciliazione di vero cuore. AlTapparenza sembra un grande signo­re, ma chi nel proprio cuore non vuole la riconciliazione, per lui non ci sarà vera pace. E se per caso detiene un potere pubblico tor­menta i propri sudditi al posto di amarli, perché in esso manca la virtù dell'amore. Riassumendo possiamo affermare ehe il perdono è un fenomeno umano, ovvero appartiene alla natura umana, la quale è predispo- sta alTamore e al ripristino. E se comprendiamo la logica della natu­ra, possiamo comprendere con facilità la logica divina che si costrui- sce sulla logica della natura. È più logico riconciliarsi che odiarsi. Più precisamente è logico non offendere, ma vivere in pace e in ar- monia. Non offendere il prossimo, né la comunità, né i fedeli di un'altra religione, né i cittadini di un'altra nazione, né Dio padrone del cosmo. Ma se abbiamo commesso l'offesa, rendiamoci disponibi- li alla richiesta di perdono e alla riconciliazione. Rendiamoci dispo- nibili non sette volte sette, ma settanta volte sette a chiedere perdo­no, ovvero a perdonare; se no, altrimenti, è inutile ehe la nostra fede sposti montagne. Nonostante ogni nostra buona intenzione inevitabilmente fuoriusciamo dalla via dell'amore.

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