Folia Theologica 18. (2007)
Géza Kuminetz: Il peccato e la riconciliazione nella teologia di Sándor Horváth O.P.
132 G. KUMINETZ cui la persona o la comunità riconosce i fattori del potere, si rende conto che senza il pentimento e la conversione non ci potrà essere pace né per il singolo, né per la comunità, né per il cosmo intero. Le azioni di pentimento, il riconoscimento come peccatore e la pro- messa di rimettere in ordine quanto danneggiato sono promesse serie che mediante la preghiera, il digiuno3 e l'offerta4 si propongono per la riconciliazione. Per una vera e totale riconciliazione è necessario, in termini giuridici, l'espiazione, ma questo passo in se stesso non basta mai. La preghiera, il digiuno, l'elemosina, la riconciliazione in fin dei conti sono una lotta contro il peccato, oppure ne sono 3 Colui che digiuna, sa perfettamente a cosa rinuncia sia per quanto riguarda il cibo, le bevande e la vita sessuale. In questa mancanza, 1’anima in piena umil- tà, speranza e carità si rivolge a Dio. Nella vita quotidiana vi è una certa propensione verso I’astinenza, o all’astinenza proporzionata, in quanto si vede, ehe tale cosa nuoce alia salute e non si capisce la motivazione a livello spirituale (anche se la psicologia l’ha rivalutato) ed è totalmente cieco davanti alia dimensione religiosa, dove invece secondo la storia della Chiesa ha una va- lenza universale. In ogni religione si trova l’ascesi, la purificazione, il lutto e il senso di preghiera. Questo comportamento segna il rapporto tra le persone e il rapporto tra la persona e Dio. La persona è la sintesi di anima e corpo, quin- di ella stessa crea 1’astinenza come esercizio religioso per eccellenza, nella quale esprime, la sua totale indipendenza da Dio, riconoscendo perô la sua appartenenza ad esso. L’uomo quando sente la necessità del digiuno? Prima di iniziare un’attività importante, quando vuole chiedere l’espiazione di un peccato, quando chiede 1’intercessione per una guarigione, quando vuole esprimere il suo dolore per il lutto, quando invoca Dio di eliminare un flagello, quando chiede la grazia per poter portare a termine un progetto, quando raccoglie le proprie forze per incontrare Dio stesso, quando chiede a Dio di il- luminarlo per poter trovare la via retta. II vero digiuno ha la sua sorgente nell’amore di Dio ed è un mezzo importante per l’uomo cristiano viandante. Per questo la Chiesa Cattolica non solo consiglia ai suoi fedeli di digiunare, ma questo lo consiglia assiduatamentc mediante le preserizioni. Cfr. LEON-DUFOUR, X. (a cura di), Biblikus teológiai szótár [Dizionario bibii- co-teologico], Roma, 1976, pp. 149-151. 4 L’offerta è l’azione della misericordia. Si manifesta nell’attenzione del fabbi- sogno dell’uomo ehe ne nécessita, attraverso la donazione materiale. Dato che il Sgnore fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi in egual misura, allô stesso modo si trova con l’uomo ehe fa l’elemosina, come imitazione di Dio. L’offerta quindi non è l’esperimento per cercare di sopprimere la povertà, ma è il riconoscimento ehe anche Faltra persona ha la stessa dignità corne me e anche lui ha lo stesso diritto di vivere come me. In quest’azione sono presenti le intenzioni di espiazione dei peccati. È senza dubbio un’azione d’amore. Cfr. LÉON-DUFOUR, X. (a cura di) Biblikus teológiai szótár [Dizionario bi- blico-teologico], Roma, 1976, pp. 22-25.