Folia Theologica 9. (1998)
Edoardo Barbieri: Panorama delle traduzioni bibliche in volgare prima del concilio di Trento
PANORAMA DELLE TRADUZIONI BIBLICHE 93 Traduzioni di singoli libri biblici. Del tutto eccezionale è il caso, forse ancora duecentesco, della traduzione in volgare siciliano inserita nell’interlinea di un manoscritto della fine dell’XI sec. col Nuovo Testamento greco. Opera probabilmente di un monaco bizantino di Sicilia, la glossa volgare usa l’alfabeto greco, pur mostrando alcune evidenti reminescenze della versioné latina. Si riporta un brano del pur breve lacerto: E subitu gridadu lu patri di lu fillolu cu.llagrimi dicia: «Criu, si. Agiuta la mia incridulitati!» E bidendu Jesù ca ci concurria jenti, cumandau a lu spiritu lu immundu, dicendu: «Lu spiritu mutu e surdu, eu ti cumandu: essi de issu e.nnon piui itrari ad isu ! » E gridandu moiltu, lu facendu trimari, essiu e ficisi cuasi mortu: per chistu moirti dicianu chi era mortu. E Jesù, pilladulu pri la manu, lu libau ad i e risursitau. (Mc 9,24-27)13 È probabilmente tra Due e Trecento che iniziarono a comparire versioni in volgare di libri biblici isolati. Talvolta la fortuna di queste traduzioni ben si comprende per il fascino costituito dal racconto stesso presentato. Un caso assai emblematico è quello dei libro di Tobia ehe, col suo andamento agiografico e la buona dose di elementi meravigliosi, non poteva non entusiasmare i lettori. Di fatti si conoscono diverse versioni realizzate in Italia;14 si propone un esempio da una di esse: E quando ebbero lodato e ringraziato Iddio, sederono insieme, e Tobiuzzo tolse di quello fiele del pesce e sí ne frego agli occhi dei padre suo e questo vi tenne bene una mezza ora. Állóra cominciö a uscire degli occhi a Tobia uno alburne come d’uovo, il quale Tobiuzzo prese e tràssegliele degli occhi. E incontanente riebbe il vedere. E glorifico Iddio, cioè egli e la moglie sua e tutti coloro i quali conosceano. E diceva Tobia: «Io ti benedico, Signore mio Israel, perö ehe tu hai gastigato me, e hai salvato me. Ecco ehe veggio Tobiuzzo mio figliuolo». (Tb 11,12-17)15 Trivulziana, 84 (C. Santoro, / codici medioevali della Biblioteca Trivulziana, Milano 1965, pp. 10-11), ff. 75v-76r. 13 Si è cercato di interpretare in modo ragionevole la trascrizione semidiplomatica (ma translitterata nell’alfabeto latino) fornita da V. Di Giovanni, «Antico volgarizzamento siciliano dei testo greco di s. Marco», in II Propugnatore, 16(1883), I, pp. 318-26: 322. 14 Alcune notizie nella rec. di E. Barbiéri, a C. M. Marinoni, La versioné valdese del libro di Tobia, Bari 1986, in Aevum, 62(1988), pp. 402-8. 15 «II libro di Tobia», in Prosatori, a c. di de Luca, pp. 375-6.