Folia Theologica 9. (1998)
Anton Tyrol: L'amore di Yhwh verso gli esuli di Babilonia in Is 43, 1-13
L’AMORE DI YHWH VERSO GLI ESULI... 137 siano complete oppure se ci sia qualche elemento dentro oppure tra di esse che in qualche modo disturbi la scorrevolezza della trama. 1) Ho incontrato un tale elemento nel v. 7b: ’an-'âsîtîw. Penso che potrebbe essere capito come una glossa redazionale del brano se la parte 43,1-7 era originariamente orale. Per sostenere quest’opinione vedo questa ragione: — 1’armonizzazione con il v. 1 dove non si trova questo verbo mentre altri due verbi dei v. 7 ci sono nel v. 1. Quindi il verbo ’aji-'âsîLîw disturba 1’inclusione dei vv. 1-7. Non propongo a cancellare questo verbo dal testo ma soltanto lo vedo forse come una glossa che puö avere delle ragioni di stare qui. 2) Un altro posto da studiare è l’unità dei vv. 8-9. Le parole “cieco” e “sordi” mi sembrano troppo strane nel contesto stretto dei vv. 1-13. Bisogna collegarle con il brano precedente cioè 42,18-25. Tuttavia tra 42,18-25 e 43,8 c’è una grande differenza: mentre il primo brano rimprovera il popolo e lo chiama popolo cieco e sordo nel senso negativo della parola, quello secondo si rivolge al popolo con le stesse parole pero colla compassione e coi primo annunzio della difesa (“sebbene ci siano gli occhi...”). Percio si puö concludere ehe il v. 8 è una ripresa dei vocabolario dalla parte 42,18s ma con il contenuto dell’annunzio della salvezza dei vv. 1-7 del cap. 43. Percio il v. 8 sta bene al suo posto. Dunque finora ho trovato una parola che forse puö essere glossa e un’unità di cui l’inizio è una ripresa dei vocabolario dalle unità precedenti che non fanno parte del brano. Tutto il terna dell’unità 43,8-9 sembra essere nuovo pero ci sono degli argomenti abbastanza persuasivi ehe vedono quest’unita collegata a quello ehe precede, soprattutto il discorso dei popoli, degli uomini, dei punti cardinali ecc. (vv. 4-6). L’unità 43,8-9 non avrebbe senso p.es. prima di 43,1 perché dapprima doveva essere annunziato 1’atteggiamento positivo di YHWH verso il popolo (vv. 1-7) e appena dopo si è potuto pariare positivamente degli occhi e degli orecchi dei popolo di YHWH. Per quanto riguarda la cronologia relativa tra le unità letterarie del testo di Is 43,1-13 la situazione è molto interessante. Nonostante ciö che non conosciamo il nome dell’autore del Dt-Is, la sua opera la possiamo stabilire la datazione forse più precisamente di tutti i profeti. Vale a dire la sua opera doveva essere pronunziata o scritta nella sua forma originaria negli ultimi anni prima di 538 aC. Se fosse scritta dopo il 538 le promesse di YHWH della protezione e della salvezza non avrebbero il senso. La questione della redazione è un altro problema che sarà trattato