Folia Theologica 4. (1993)
János Sánta: Feuerbach come "rifondatore" del cristianesimo
FEUERBACH COME „RIFONDATORE” 39 ÜL La conseguenza della proiezione: il rapporto ostile tra Dio e l‘uomo 1. O Dio oppure 1‘uomo Feuerbach nello svolgimento dei pensieri non si accontenta di manifestare soltanto il carattere superfluo delPimmagine di Dio, ma oltrepassa questa tesi e stabilisée che la costruzione di un qualsiasi essere divino è diretta- mente pericolosa e nociva per 1‘uomo. Abbiamo potuto considerare precedentemente queH'asserto della visione feuerbachiana secondo cui la causa della creazione di un essere onnipotente si trova nel desiderio deirimmortalità dell‘uomo. Perô, con questo atto 1‘uomo trasmette a Dio non solo il diritto alPelargizione della vita etema, ma anche il possesso di tutte le propriété positive, le quali altrimenti spettereb- bero alPuomo. Il risultato è el comparire di un mondo raddoppiato dove Dio sarà il proprietario di ogni valore umano (poichè ha ricevuto tutto, anche la sua ragion d‘essere, dalPuomo), e, allô stesso tempo, l'uomo sarà totalente svalutato. Per giunta, Dio possiede i pregi, grazié alPuomo, in una misura qualitativamente infinita; in tal modo è la conseguenza logica, per Feuerbach, che 1‘uomo perda ogni positività. La stravaganza della fantasia delPuomo religioso irretisce anche la ragione e fa credere che, anche se le propriété positive antecedentemente possedute in realtà, dopo di questo saranno dispo- nibili da Dio, esclusivamente in possibilité, vale la pena. „Quanto menő grande è Dio, tanto più grande è 1‘uomo; quanto menő nobile è 1‘uomo, tanto più eccelso è Dio. (...) La nullité delPuomo è la premessa per fondare la realtà specifica di Dio.”46 Secondo Feuerbach soltanto il detenuto auspica la liberté: la stessa situazione è valida per la religione. Nella proiezione sarà regalata a Dio anche la nostra liberté e 1‘uomo cade in una trappola spirituale. L'uomo religioso si incatena a Dio perché soltanto mediante Lui puô avere le propriété ehe gli spettano. Dio e l'uomo sono sempre nemici mutui, e senza eccezione è 1‘uomo ehe perde!47 46 Cit. FEUERBACH, ... L'essenza della fede secondo Lutero, 126. L'autore vede dimostrata la giustezza di questi pensieri anche in base a un brano neotestamentario (2 Cor 12,9): „Ti basta la mia grazia: la mia potenza si esprime nella debolezza." 47 Cfr. FEUERBACH, ibid., 125-132. Feuerbach, in queste pagine, fra le altre, parla dettagliatamente delle cause e delle circostanze della rivalité tra Dio e l'uomo, e del „perche" dell'esclusione reciproca di Dio e delPuomo.