Folia Theologica 4. (1993)

János Sánta: Feuerbach come "rifondatore" del cristianesimo

FEUERBACH COME„RIFONDATORE 37 anzi, deve rivendicare a sè ogni ruolo divino. Ciö è valido anche per 1‘amore, poichè Dio non avrebbe l‘amore perfetto se l‘uomo non glielo avesse attribuito.41 3. La dipendenza di Dio dall‘uomo oppure la condizione deiresistenza: avere bisogno In questo punto vorrei pariare brevemente di un aspetto interessante del terna svolto nel punto precedente: secondo il nostro autore, come Dio dipende dalPuomo e quali sono le circostanze di questa dipendenza. Nella concezione feuerbachiana, come abbiamo visto prima, 1‘uomo reli­gioso è caratterizzato dal bisogno di qualcosa ehe non puö esser soddis- fatto nel mondo terreno con le leggi terrene. La novità è quanto segue: Feuerbach professa che non c‘è niente da ridire sul sentimento delPinsod- disfazione umana, poichè tale conoscenza indica il bisogno delPesistenza. Tuttavia, questa è indispensabile per Pautorealizzazione delPuomo. Pos- siamo diventare divini se abbiamo bisogno di qualcosa, anzi, se soffriamo. Soltanto 1‘esistente che ha bisogno di altre cose è 1‘esistente necessario. Neirinsegnamento della Chiesa Dio è 1‘Essere onnipotente, onnisciente, alla cui esistenza non si puô più aggiungere nessun sopravanzo qualitativo. Per Feuerbach un esistente, ehe è privo di bisogni e di desideri, non ha bisogno neppure della propria vita, cioè non esiste. Per 1‘uomo è indiffe­rente, non ha importanza 1‘esistenza di una tale forma di essere.42 Anche Dio appartiene a questa categoria degli „esistenti”. La conseguenza è estensiva: se Dio non ha in se stesso la ragion d'essere, nella sua sussistenza deve inevitabilmente dipendere da altri viventi che soffrono bisogni! Cos! Dio dipende dalPuomo dal momento che gli attributi appartenenti a Dio provengono globalmente dalPuomo stesso, dalla sua fantasia. 41 Cfr. FEUERBACH,... L'essenza della fede secondo Lutero, 225. 42 Cfr. FEUERABHC Ludwig, A jövő filozófiájának alapelvei, in: Ludwig Feuerbach válogatott filozófiai müvei—Filozófiai írók tára 3 (fordította SZEMERE Samu, Budapest 1951) 193.

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