Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 94. (Budapest, 2001)
SZIGETHI, ÁGNES: Francesco Catanio a Budapest
che si trova nella chiesa di San Sisto, La strage degli innocenti. 26 II particolare del manto svolazzante nel vento di Saul evoca il movimento e la grafica del drapeggio mosso nel dipinto del Procaccini da passioni burrascose che accentuano l'effetto drammatico. Aggiungiamo, poi, che Piacenza non era poi tanto lontana, quindi il pittore vi si poté recare anche prima del tardivo viaggio che lo portö a Parma. Baruffaldi ci informa di tre opere di Catanio che raffigurano Davide. Menziona un "trionfo di David" che dovrebbe far parte della famosa collezione Costabili 27 e, giacché le dimensioni del quadro di Budapest rivelano una commissione importante, in passato supponevo che potesse essere questo il dipinto menzionato. Questa ipotesi è pero da scartare, infatti, Laderchi, che compilö l'inventario nel 1835, caratterizza la pittura facente parte della collezione Costabili come di "mezzana grandezza", 28 mentre il nostro quadro supera di gran lunga questa "grandezza" summenzionata. Nella biográfia compare un altro, il quadro della cantoria della Chiesa dei Teatini, "Davide sonante il flauto nel mentre che la sua greggia si pasce" e poi ancora uno che, assieme ad altre opere di Catanio, era in possesso del marchese Giraldi. 29 Di quest'ultimo Tunica informazione pervenutaci rivela che fosse collocato nell'oratorio di Giraldi e cosî, nemmeno in questo caso siamo in grado di individuarlo nella pittura di Budapest. Il Davide, oltre aile goffaggini dovute alla tenera età dell'autore, ci présenta il Catanio corne un maestro molto ambizioso che, nonostante le lacune della professionalità, è provvisto di qualità promettenti per quel che riguarda la gestione degli effetti del chiaroscuro, dei colori e dei particolari narrativi. L'analisi della maniera artistica rivela, oltre a démenti desunti dalle opere dei contemporanei bolognesi e ferraresi, Bononi, Ludovico Carracci e Caletti, anche l'influsso di Reni che ci fa supporre che la pittura di Budapest sia databile agli anni conseguenti al periodo trascorso dal nostro pittore nella bottega di Guido Reni, negli anni fra il 1627 e 1630. Nella nostra collezione, perö, è custodiata un 'altra opera che essendo Ín rapporto con il Catanio è da menzionare. Lo strano quadro, provvisto di un'iscrizione scherzosa, che per via del nome della località di Caravaggio, frainteso da Mündler, dal 1869, la data della pubblicazione in materia dell'autore, ha conquistato grande fama come l'autoritratto di Michelangelo da Caravaggio, giunse nella Pinacoteca provenendo dalla Collezione Esterházy (fig. 63). 30 II primo a distruggere questa leggenda fu Hermann Voss con il suo articolo sui primi quadri di Caravaggio, pubblicato nel 1923, in cui stabiliva che questo quadro "... ist in Wahrheit ein völlig apokryphes Bild mit ebenso apokrypher Inschrift" ? { Dopo l'eliminazione del nome di Caravaggio come autore, 26 Lavagnetto, C. La pittura del Seicento nelle chiese e palazzi di Piacenza, in La pittura in Emilia e Romagna, Milano 1994, p. 116. 27 Baruffaldi, op. cit. p. 228. 28 Mattaliano, E., La Collezione Costabili. Venezia 1998, p. 119, N° 349. 29 Baruffaldi, op. cit. p. 227. 30 "Maler von Caravaggio", N° d'inv. 611; Pigler, A., Katalog der Galerie Alter Meister, Budapest 1967, p. 120 (con la letteratura précédente); Museum of Fine Arts, Budapest. Old Masters' Gallery. A Summary Catalogue of Italian, French, Spanish and Greek Paintings (ed. Tátrai, V.), London-Budapest 1991, p. 20. 31 Voss, H., Caravaggios Frühzeit. Beiträge zur Kritik seiner Werke und seiner Entwicklung, Jahrbuch der Preußischen Kunstsammlungen 44 (1923) p. 76.