Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 92-93.(Budapest, 2000)
TÁTRAI, VILMOS: Un nuovo acquisto: la Sacra Conversazione di Ippolito Scarsella
73. Ippolito Scarsella: Sacra Conversazione. Budapest. Museo delle Belle Arti Fra i due santi rappresentati, Fidentità di San Marco con il libro in grembo e una penna nella mano destra, è resa individuabile dalla presenza del leone. Accanto al santo anziano con il manto nero, troviamo un bastone pastorale e una mitra, ma non sono sufficienti a farcelo identificare con certezza come Sant'Agostino. Almeno per quanto riguarda lo schema compositivo, troviamo modelli più vicini al quadro di fattura ruvida, eseguita con la pennellata densa e con la leggerezza solita dello Scarsella, nelle Sacre Conversazioni veneziane degli anni Dieci del Cinquecento. AI raggruppamento disinvolto e slanciato della Madonna e dei santi fecero da modello diretto composizioni quali, fra le altre, quella che vediamo in Tiziano nel dipinto realizzato agli inizi degli anni Dieci (Edinburgo, Duke of Sutherland Collection, on loan to the National Gallery of Scotland), dove, accanto alia Madonna, compaiono San Giovanni Battista e un committente (o un altro santo?) (fig. 74). Alia composizione fondamentalmente classico-rinascimentale in realtà conferiscono un carattere tardo rinascimentale soltanto 1'uso del colore e il modo di dipingere appresi dall'arte del Veronese, del Tintoretto e dei Bassano, cost come l'eleganza parmigianinesca della Madonna le dona un tocco manierista. Concordo con Eszter Mecseki, che ha commentato il dipinto nel catalogo dell'asta, sul fatto che il quadro risalga al periodo giovanile, sebbene non si possa dimostrare in alcun modo che si tratti proprio del periodo di quattro anni trascorso a