Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 90-91.(Budapest, 1999)

TÁTRAI, VILMOS: Un' Assunzione della Vergine di Jacopo Ligozzi

dire, magari non ingiustamente, pietrificato. In tal modo, del periodo più che trentennale della sua attività, possiamo sistemare cronologicamente soltanto le opère datate o do­cumentate. Di esse se n'è conservato un buon numero che tuttavia non è un campione facilmente utilizzabile per collocare le opère prive di data. Mina Bacci 19 ha collocato in lassi di tempo sensibilmente diversi, per esempio, i sei dipinti dei quali Conigliello 20 ha successivamente provato che sono dello stesso anno, appartengono alla produzione del 1594, cosa che io spiego con il carattere fondamentalmente statico, impersonale, dello stile del Ligozzi, piuttosto che con il fallimento della sensibilità critica della stú­diósa che per prima si è occupata approfonditamente dell'arte del maestro. Mi tratter­rei, quindi, dal datare con finta sicurezza il quadro del Museo di Belle Arti, ma ritcngo ci sia la possibilità di indicare ipoteticamente almeno un terminus post quem. Mi rife­risco specificamente al 1603, anno nel quale la pala d'altare con l'Assunzione della Vergine (fig. 70) di Alessandro Allori prese posto nell'oratorio della Compagnia della Misericordia di Prato. 21 Quest'opera dell'Allori funse con grande probabilità da mo­dello per il Ligozzi nel determinare le proporzioni fra cielo e terra, decisamente a favo­re del primo, nel rapporto compositivo fra Maria e gli angeli, nella scelta dello schema amezzobusto nella fascia inferiore, anzi nell'atteggiamento dei due apostoli disposti ai margini laterali. Se realmente esiste un rapporto fra i due dipinti, allora la composizio­ne del Ligozzi puo interpretarsi anche corne risposta polemica a quella deU'Allori. Nella versioné del primo non c'è spazio per le pose contorte dei puttini alla Bronzino, per i nastri con scritte allegorico-decorative e per i fasci di fiori, e viene respinto anche l'effetto repoussoir adoperato dall'Allori nella zona inferiore. La devozione controriformista pénétra profondamente entrambe le elaborazioni del tema, ma 1' ulti­mo rappresentante significativo del tardomanierismo fiorentino, custode fedele del­l'eredità del Bronzino non rinuncia nemmeno nel momento dell'espressione più pro­fonda della sua devozione alla dimostrazione ostentata del suo sapere accademico, a rendere pubblica la sua deferenza al disegno idealizzante e alla fonna plastica o alla gioia del decoro pomposo. Ci sono opère del Ligozzi nelle quali, sebbene moderata­mente, anch'egli cede a certe seduzioni manieriste. L'Assunzione della Vergine - ma­nifestazione chimicamente pura dell'ascetismo pittorico che si diffonde sulle tracce tridentine, senza tuttavia predominare nemmeno per un minute - non è fra queste. VILMOS TÁTRAI Traduzione di Mariarosaria Sciglitano 19 Bacci, op. cit. (n. 8) 59, 62, 63, 70-71. 20 Conigliello, op. cit. (n. 13) 26-34. 21 Lecchini Giovannoni, S., Alessandro Allori, Torino 1991, 295.

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