Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 90-91.(Budapest, 1999)
FALCO, GIULIA: Tre coppe « megaresi »
corona ad elementi arcuati, è strettamente affine a quella tipica dell'atelier di Agathoclès, verosimilmente attivo nel corso délia seconda meta del II secolo a.C. 3 Comune all'intemo dell'officina anche il calice di palmette disposte a raggera attorno alla base. 4 Le convergenze rilevate suggeriscono l'attribuzione della coppa budapestana ad un atelier di area argivo-peloponnesiaca vicino alia produzione di Agathoclès. La datazione dell'csemplare tra l'ultimo quarto del III e il primo decennio della seconda meta del II secolo a.C. è supportata dalle evidenze offerte dai depositi dell'agorà di Atene 5 per esemplari caratterizzati dalla stessa formula decorativa. 2) Coppa n° d'inv. 50.365 (figg. 5-6). Ricomposta da due frammenti in antico, come indicate da quattro coppie di fori simmetrici praticati lungo la frattura, e preservata interamente ad eccezione di una breve sezione dell'orlo. Argilla mattone (Munsell 2.5 YR 5/5). Vernice nera brillante, parzialmente abrasa. Alt. 7.5 cm.; diam. 17.2 cm. Provenienza: Kerc (?). Bibi.: Oroszlán, Z. - Dobrovits, A., Antik kiállítás. Vezető (guida), Budapest 1947, 48, nr. 12. Coppa a profonda vasca emisferica e labbro inclinato verso l'interno. Sul labbro kymation lesbio a contorno striate. Sul calice, separati da listel Ii, successione di fregi orizzontali: a) tralci di vite e di edera; b) bouquets di cinque foglie di alloro (sette rivolti a destra, otto a sinistra, al centro una rosetta) con ai lati due gruppi simmetrici di tre perle disposte a triangolo; c) cinque foglie lanceolate con punta ripiegata alternativamente a destra e a sinistra, e cinque foglie romboidali a doppia cornice (nervature mediane del fogliame indicate da solcature orizzontali). Sul fondo rosetta a sei petali alternati ad altrettanti bastoncelli con nervatura centrale in risalto lineare. Cfr.: Laumonier, op. cit. (infra, n. 6), nr. 685, p. 141, tav. 32 (medaglione e calice végétale: Atelier del Monogrammá, II série, I gruppo); nr. 901, p. 142, tav. 32 (bouquets di alloro: Atelier del Monogrammá, II série, I gruppo); nr. 1479, p. 143, taw. 32, 125 (tralci di vite e di edera: Atelier del Monogrammá, II série, II gruppo); nr. 3050, p. 156, taw. 35, 125 (kymation lesbio: Atelier del Monogrammá, X série, II gruppo). L'esame délie caratteristiche morfologiche e sintattico-decorative evidenzia l'appartenenza dell'esemplare ail'atelier ionico-efesio del Monogrammá. Caratteristici dell' officina, capillarmente attestata nell'intero bacino mediterraneo e nell'area del Mar Nero, 6 il kymation lesbio a contorno striate del labbro, e soprattutto la foglia 3 Sulla rosetta tipica dell'atelier Siebert, G., Recherches sur les ateliers de bols à reliefs du Péloponnèse à l'époque hellénistique (BEFAR 233), Paris 1977, p. 19. Sulla cronologia dell'atelier ibidem, p. 171. 4 Siebert, op. cit. (n. 3), pp. 26-28. 5 Rotroff, S., Hellenistic Pottery. Athenian and Imported Moidmade Bowls (The Athenian Agora, vol. XXII), Princeton 1982, pp. 17-11. 6 SuH'officina Laumonier, A., La céramique hellénistiques à reliefs 1. Ateliers «ioniens» (EAD 31), Paris 1977, pp. 129-213. Sulla diffusione dei prodotti dell'atelier Guldagcr Bilde, P., Mouldma.de Bowls. Centres and Peripheries in the Hellenistic World, in Guldagcr Bilde, P., et al. (eds.), Centre and Periphery in the Hellenistic World (Studies in Hellenistic Civilisation, 4), Aarhus 1993, pp. 197-200. Per l'attestazione di altri esemplari del Monogrammá a Kerc, ipotetico luogo di rinvenimento dell'csemplare: Laumonier, op. cit., p. 130.