Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 90-91.(Budapest, 1999)

CIFANI, ARABELLA - MONETTI, FRANCO: La Caccia al cervo di Vittorio Amedeo Cignaroli

Il pittore nacque a Torino il 15 aprile 1730 all'interno di una famiglia di origine Vero­nese che fin dal Seicento ebbe a suo attivo importanti artisti (ricordiamo, fra i tanti, il nonno di Vittorio Amedeo: Martino Cignaroli, attivo a Verona, Milano, Asti). I genito­ri furono la piemontese Marianna Cavet e Scipione, illustre pittore di paesaggio , nati­vo di Milano, attivo per la corte sabauda lin dall'inizio del Settecento. 5 Gli fu padrino di battesimo il Marchese di Susa, il vivace figlio illegittimo di Vittorio Amedeo II e della contessa di Verrua. In realtà , il pittore al fonte battesimale venne battezzato corne Vittorio Giuseppe Gaetano, ma il nome con cui si farà conoscere nella sua attività professionale sarà sempre quello del grande re Vittorio Amedeo II. Il giovane riceve certamente una prima basilare formazione da parte del padre. Scipione muore perô nel 1745, quando Vittorio Amedeo è solo quindicenne: la sua vera inclinazione matúra dunque senza la guida e l'appoggio paterno anche se questi influenza fortemente le sue opère giovanili. Proprio nel testamento di Scipione (1745) è contenuta la prima nota di apprezzamento per il giovanissimo artista. Scipione, che aveva evidentemente colto la spiccata inclinazione alf arte del figliolo, pur nell'affan­no della malattia e della imminente morte, ricorda infatti nel documente che il giovane avrà nécessita di approfondire i suoi studi al fine di rendersi capace della sua virtù di pittore, invita pertanto la moglie a favorirne una compléta educazione artistica, corro­borata anche da viaggi di istruzione in altre città d" Italia. 6 Nel 1749 Vittorio Amedeo è a Torino, tornato probabihnente da poco da un viaggio che tocca Roma, 7 e riceve il suo primo pagamento per opère eseguite per la corte sabauda. Si traita di un paesaggio, con prospettive di architettura e figure destinato alla Galleria del Daniel del Palazzo Reale. Da questo tempo e per un cinquantennio si susseguiranno, quasi ininterrottamente, pagamenti per prestigiosi lavori eseguiti per le varie residenze sabaude: Venaria, Stupinigi, Moncalieri, Rivoli, Torino. Vastissima anche la sua produzione per la nobiltà piemontese che ne collezionô le opère con grande attenzione. Inediti ma assai importanti i suoi dipinti di soggetto religioso, raffiguranti scene sacre ambientate in splendidi paesaggi. Nel 1762 Vittorio Amedeo divenne prio­ré della locale Accademia di San Luca ; verso il 1766 sposa Rosalia Ladatte, figlia del célèbre bronzista. 8 Nel 1778 Vittorio Amedeo è professore della Reale Accademia di Pittura e Scultura di Torino e viene indicato corne il massimo paesaggista attivo nello state sabaudo; nel 5 Per la figura di Scipione Cignaroli (1680 circa - 1745) cfr. Cifani, A. - Monetti, F., Scipione Cignaroli «eccellente paesista», in /piaceri e le grazie, op. cit., (n. 4) 1. pp. 413-455, ivi bibliográfia. 6 Cfr., Ibidem, pp. 416-417. 7 1 dipinti giovanili di Vittorio Amedeo Cignaroli sono spesso ambicntati, corne nel caso di duc splen­dide sovrapporte da noi ritrovate (attualmente in fase di pubblicazione) nella cappella del Scminario Arci­vescovile di Torino o di altri dipinti inediti, in paesaggi con rovine romane dipinte con précisa cognizionc di causa; se ne deduce che il pittore abbia potuto conoscere personalmcnte gli ambienti che descrive con tanta abile precisione, non esistono tuttavia, per quanto oggi si conosce della sua vita, documenti precisi che attestino una sua permanenza a Roma. 8 Per la figura di Francesco Ladatte, autore del cervo bronzeo che decora la cupola di Stupinigi, cfr. Malle, L., Traccia per Francesco Ladatte scultore torinese, in Essays in the history of art to Rudolph Wittkower, Londra 1967, pp. 242-254, ivi bibliográfia.

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