Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 82. (Budapest, 1995)

ANDREADE MARCHI: Un punto fermo per Angelo Zoppo padovano "ignobile pittore"

46. Angelo Zoppo: San Benedetto che consegna la regola ai confratelli. Padova, Monastero di Santa Giustina, coro vecchio trent'anni prima, del tempo della cappella Ovetari: a questo affresco non è mai stata accordata attenzione, ma è di nuovo responsabilité dello stesso pittore. 34 Coerente è Tintera decorazione murale, dai complessi decori lungo i costoloni (arricchiti con specchiature marmoree nei pennacchi), ai lacunari sotto Tarcosolio della tomba di Giacomo Zocchi da Massafiscaglia, alPinquadratura délie porte, ai fregi a treccia lungo le arcate, agli strombi délie finestre, ornati con finti marmi assai variegati, identici a quelli nella cappella di San Martino. L'alto fregio con oculi, che corre a mezza altezza, è stato ridipinto nel Cinquecento, ad eccezione della porzione sotto San Benedetto in cattedra, con Toculo di Santa Giustina, e di un frammento nella prima campata a destra: Timpressione peraltro è che nelTesecuzione di questi fregi maestro Angelo si awalesse di un collaborator (il socio Francesco di Giacomo délie Pescherie?), dal momento che nella figura di Santa Giustina e negli angeli reggi-cornucopie délie sei mensole a monocromo nero, sotto il fregio, sembra distinguibile una mano più gracile. Il maestro più forte si riconosce infine, assai chiaramente, in un notevole affresco (figg. 34 L'ampliamento del coro è uno dei maggiori impegni costruttivi della seconda metà del secolo, disposto già in un testamento di Giacomo Zocchi di Massafiscaglia, del 1457 (Sartori, op.cit. [Regesto..., n. 7], p. 433), ma i cüi lavori iniziarono poco prima del 1474. Tra il 1467 e il 1477 Francesco da Parma e Domenico da Piacenza intagliano il nuovo coro ligneo. II 14 gennaio 1476 è appena terminata la cripta, dove viene trasportata l'urna di Santa Giustina; quella di San Mattia, che era stata rimossa per i lavori, verra riportata solo nel 1483, quando tutti i lavori dovevano esserc complcti (cfr. Bresciani Alvarez, G., La Basilica di Santa Giustina nclle sue fasi storico-costruttive, in La Basilica, op.cit. (n. 7), pp. 65-143, in part. pp. 111-13). Padre Francesco Trolesc mi fa notarc che l'altarc venne perö consacrato solo nel 1487, come si puö ricavare da una glossa a margine di un Brcviario monastico (Padova, Biblioteca Universi­taria, ms. 1290, c.2r: Di Luzio, B.M., in Cat. / Benedettini a Padova e nel territorio padovano attraverso i se­coli, a cura di De Nicolö, A. e Trolcse, F. G., Padova 1980, p. 391): è molto probabile che la decorazione murale condotta dalla bottega di maestro Angelo risalga agli anni appena preccdenti, non lungi dunque dall'intcrvcnto documentato per il Refettorio di osservanza. Con la mano sinistra San Benedetto pré­senta un libro aperto sull'iwci/wï della Regola benedettina: "AVSCVLTA O FILI PR[a]ECEPTA MAG­ISTRI ET INjclina aurcm cordis tui et admonitionem pii patris libenter excipe"].

Next

/
Thumbnails
Contents