Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 82. (Budapest, 1995)

ANDREADE MARCHI: Un punto fermo per Angelo Zoppo padovano "ignobile pittore"

44. Angelo Zoppo: Finta pala con Madonna col Bambino, San Benedetto, San Martino e il povero, Santa Scolastica (con fotomontaggio dei quattro frammenti mancanti). Padova, Monastero di Santa Giustina, cappella di San Martino distinti e collcga alla pala della Galleria delPAccadcmia di Venczia, nr. 617 (inv. 287), proveniente da Santo Stefano a Padova, opera piuttosto di Jacopo da Montagnana: la testa frontale di guerriero barbato, ad esempio, ha proprio quei grossi occhi calamitanti e quel modcllato sforzato che si prestano al con­fronto col Bambino della távola firmata da Squarcione degli Staatliche Museen di Berlino. Andrà inoltre approfondito l'aspctto di pittura ad olio su muro, non già a fresco, di questi frammenti, ricordando la commissione ncl 1437 a Giovani da Ulma dei murali nella cappella vescovile di San Massimo, "tutto a olio" (Rigoni, E., Giovanni da Ulma è il pittorc Giovanni di Alemagna?, in Atti e memorie dell'Acca­demia di scienze, lettere ed arti in Padova N.S. 54 [1937-38], pp. 131-36, ried. in id., L'arte...op. cit. pp. 51­56, in part. p. 56) e la clausola del contratto del 16 maggio 1448 per la cappella Ovetari, in cui si intimava sia a Giovanni d'Alcmagna c Antonio Vivarini che a Niccolo Pizolo e Andrea Mantegna "pingatur ad friscum ct non ad oleum" (Lazzarini - Moschctti, op.cit. [n. 12] p. 193, doc. XCVI). La récente proposta del Lucco tanto più mi persuade quanto più contribuisec ad aprire una strada per l'allargamento del cor­pus di Squarcione alternativa a quella tentata da Boskovits, M., Una ricerca su Francesco Squarcione, Paragone 28 (1977) 325, pp. 40-70. Le opère che quest'ultimo ha virtuosamente raccolto intorno al polit­tico di Arzignano (dove non si legge la data 1445, sempre data per scontata, del resto inconcepibile per la profonda assimilazione di Donatello in certi panneggi ribattuti) delineano una pcrsonalità padovana dai tic lessicali inconfondibili - ad esempio quei nasi affilati, schiacciati sui lati come diafane cartilagini - che non è pero quella dichiarata ncl polittico de Lazara (1449-52) e nella più tarda Madonna di Berlino. Ris­petto aile acutezze quasi fiamminghc del polittico di Arzignano, i frammenti della Crocifissione di Santa Giustina presentano quel modellato tornito, tondeggiante, sottolineato da ombre un po' indistinte, corne nerofumo, quale si indovina nclle mani grassoece dclla Santa Giustina del polittico o nella Madonna di Berlino, cui più si awicinano cronologicamente. A Squarcione stesso credo vada poi attribuita la Ma­donna col Bambino dclla Walters Art Gallery di Baltimore, inv. 37.519 (c probabilmente la tavola analoga che era a Berlino in collezionc Kaufmann, quindi ad Amsterdam in collezionc Goudstikkcr ed ora al Bonnefantcmuseum di Maastricht, come deposito del Dienst Verspreide Rijkscollecties, in. NK 1924), in cui si vede giustamente la replica di un dipinto perduto di Filippo Lippi (cfr. Zcri, F., Italian

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