Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 82. (Budapest, 1995)

ANDREADE MARCHI: Un punto fermo per Angelo Zoppo padovano "ignobile pittore"

37. Angclo Zoppo: Crocifissione (particolarc). Padova, Monastcro di Santa Giustina, Refettorio di osservanza individuato dal Puppi e poi ampliato da Mauro Lucco 9 è stata in seguito vivacemente œntestata. Italo Furlan provava a retrodatare la Crocifissione del Refettorio vedendovi 9 Lucco, M., Escrcizi c divagazioni sul "Dopo Mantegna", Paragone 28 (1977) 323, pp. 110-30, in part. pp. 117 (Padova, Musco Antoniano, Santo martire francescano, affresco strappato dal chiostro dci novizi del Santo, con riserva per l'idcntità di mano, sciolta ncl 1984) c 118 (Facnza, Pinacotcca Civica, Ma­donna col Bambino); Id., Il Quattrocento, in Le pitture del Santo di Padova, a cura di Semcnzato, G, Viccnza 1984, pp. 119-43, in part. p. 133 (Padova, Basilica del Santo, già ncl Refettorio, ora Studio Teologico per Laici, Fondazione dei tre ordini francescani, affresco). Molto prossima al gruppo c una lunctta, credo inedita, dcllo Städclschcs Kunstinstitut di Francofortc, con Cristo in pictà tra la Vcrginc c San Giovanni (foto Mar­burg 84274). Secondo Luciano Bcllosi - come mi comunica gentilmente - dello stesso pittorc del frammento di Budapest, degli affreschi della Scuola dci Santi Marco c Scbastiano c della Madonna di Facnza potrebbe esserc pure un trittico del Musco di Palazzo Vcnczia a Roma, con la Madonna in trono tra San Pictro Mar­tire, San Girolamo (non San Bonaventura), Sant'Antonio da Padova c Santa Catcrina martire, che reca la data 1480 c una firma solitamente letta come [FRANCISCUS BENjAGLIO VERONE|N]SIS [P]INXIT la cui autenticità era stata messa in dubbio da Santangclo, A., Museo di Palazzo Venezia. Cat. I. Dipinti, Roma s.d. [1948], pp. 41-42, che lo attribuiva a Jacopo da Montagnana (seguito da Colctti, L., Pittura veneta del Quattrocento, Novara 1953, pp. LIV c LXXXII nota 64). La parte finale dcll'iscrizionc c perd sinecra, corne è chiaro dopo un rcccntc restauro (cfr. Marinclli, S., Verona, in La pittura nel Veneto, Il Quattrocento, Milano 1990, pp. 632 c 649 nota 18), in particolarc autentica c la dizionc "vcronc|n]sis", mentre la data potrebbe esserc completata da altrc unità (non leggibile è invece "Benaglio", anomalo in luogo del "Bcnalius" che si riscontra nci dipinti firmati di San Bernardino a Verona, dclla National Gal­lery di Washington c della Memorial Art Gallery di Rochester). La possibilità che quest' opera rappre­senti la fasc finale di Benaglio rimanc più che problematica, in assenza di credibili traits-d'union. D'altra parte l'identità di mano col gruppo di opère cui pertienc il frammento di Budapest non c per me evi­dente: diverso c più secco c il modo di dipingerc le pieghe rigide, le mani schematiche, i denti mal scor­ciati dclla ruota di Santa Catcrina, ccc. Secondo Luciano Bcllosi le unichc lcttcrc veramente leggibili prima di "vcronc[n]sis" sarebbero "lu", tanto da fargli sospettarc il frammento terminale di "angélus" o "agnolus", in cocrenza con quanto dimostrabile per l'affrcsco ncl Refettorio di Santa Giustina (ma, come vedremo, nessuno dci tre Angcli candidat! potcnziali c Veronese). Al catalogo del vero Benaglio, nella fase di forte tangenza con i Canozi (rappresentata dalle varie Madonnc Corrcr, Jacquemart-André, Lovcrc, Washington), va invece aggiunto il Ritratto di monaco del Musco de Arte di Ponce (Puerto Rico), inv. 62.0261 (Krcss 358) sempre creduto di Giovanni Boccati.

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