Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 80-81. (Budapest, 1994)
BORA, GIULIO: Contributo ai disegni lombardi del Museo di Belle Arti. Aggiunte al North Italian Drawings di Iván Fenyő
Il secondo disegno con un „Adorazione dei magi', inventariato sotto il nome di Giovan Battista Paggi su indicazione del Pouncey e già via via riferito a Correggio (Antal), Scarsellino e Tintoretto, 39 reca in realtà sul verso la scritta a sanguigna „Gian Cristof ' che conferma la paternità di questo foglio trattandosi molto verosimilmente della stessa firma di Gian Cristoforo Storer (fig.79). Come nel caso del foglio précédente, présenta infatti i tratti disegnativi e compositivi caratterizzati da quella tesa concitazione barocca che qualifica le sue opere lombarde degli anni intorno al 1650. Inoltre risulta essere la versioné alternativa di un altro suo disegno con lo stesso soggetto conservato alla Biblioteca Ambrosiana (fig.80), reso con un tratto assai più arruffato e con largo gioco di contrasti chiaroscurali ma con una sostanziale identità d'insieme compositivo tanto da ritenersi in entrambi i casi il progetto per una composizione di cui non sono rimaste tracce. 40 Un' ipotesi è che fosse destinato all'altare dei Re Magi della chiesa di San Marcellino a Milano per il quale il reverendo Baldassarre Cozzo nel testamento del 13 aprile 1651 aveva destinato i fondi per una pala con quel soggetto: la tela - ora conservata ai Musei Civici del Castello - venne in realtà eseguita da Giovan Battista Discepoli detto lo Zoppo da Lugano ma con caratteri stilistici e compositivi tanto vicini a quelli dello Storer da ipotizzare un preciso rapporto fra i primi progetti di quest'ultimo e la redazione finale. 41 GIULIO BORA (Milano) 39 Inv. 1960; penna inchiostro e matita neri; mm. 307 x 212; angoli in basso tagliati. Sul verso è incoltre segnato per due volte il nome di Tintoretto oltre ai numeri 15,5.14 e il timbro della collezione Esterházy. Il foglio era attribuoto a Scarsellino (Hoffmann, E., Mostra di miniature e disegni italiani, Budapest 1930, n.154; id, Mostra di metodi disegnativi, Budapest 1934, n.152. 40 Per il disegno dell'Ambrosiana cf. il mio contributo in Arte Lombarda, loc.cit. fig. 12. 41 II dipinto del Castello è in realtà un deposito di Brera. Cf. Pinacoteca di Brera. Scuole lombarda, ligure e piemontese 1536-1796, Milano 1989, pp. 399-401, dove non sono rilevati i riferimenti alio Storer. Colgo l'occasione per ringraziare Andrea Czère per l'assistenza prestatami durante la mia ricognizione presso il Gabinetto dei Disegni e Stampe del Museo di Budapest e per l'invito a pubblicare su questa Rivista alcuni risultati delle mie ricerche; e Loránd Zentai per le preziose informazioni e precisazioni che mi ha fornito relative ai disegni qui pubblicati.