Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 80-81. (Budapest, 1994)

BORA, GIULIO: Contributo ai disegni lombardi del Museo di Belle Arti. Aggiunte al North Italian Drawings di Iván Fenyő

64. Giulio Romano: Due giganti. Budapest, Museo di Belle Arti Un altro artista che nei primi decenni del Cinquecento avrebbe lasciato largo seguito in area padana è il Pordenone. La rivoluzionaria novità del suo linguaggio, basata su una précoce assimilazione della 'maniera moderna' di Michelangelo e Raffaello, lo aveva condotto a esiti decorativi di esuberante monumentalità e di esasperato dinamismo formale, ben esemplati dai numerosi cicli affrescati in terra veneta oltre che a Cremona, Cortemag­giore e Piacenza. Un disegno di grandi dimensioni del Museo di Budapest con due figure di guerrieri, inventariato dubitativamente tra i fogli di Domenichino (fig. 65), 7 présenta in realtà - oltre alla tecnica - i tratti piti caratteristici delle invenzioni tipologiche di Por­denone. La forzata tensione dinamica delle due figure slanciate nell'atto di sollevare lo scudo e le armi e il punto di vista ribassato che détermina lo scorcio a 'profilo perduto' e l'accelerazione del moto della figura di destra sono invenzioni che Pordenone realizza con 7 Inv. K. 58.810; matita nera, biacca su carta azzurra, con taglio in alto a sinistra e ampio strappo nella meta inferiore; mm. 414 x 253. Sul passepartout da mano anonima è indicata un'altra versioné a penna a Vienna, Albertina fra i fogli di ambito raffaellesco che non mi è stato possibile rintracciare. II disegno è compreso fra gli autografi di Domenichino in R. Spear, Domenichino, New Haven-London 1982, p. 305, dove è ritenuto una prima idea non utilizzata per il dipinto del Prado con la 'Consacra­zione di un imperatore romano': in realtà non esiste alcuna relazione con quel dipinto.

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