Tátrai Vilmos szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 80-81. (Budapest, 1994)

BORA, GIULIO: Contributo ai disegni lombardi del Museo di Belle Arti. Aggiunte al North Italian Drawings di Iván Fenyő

CONTRIBUTO AI DISEGNI LOMBARDI DEL MUSEO DI BELLE ARTI AGGIUNTE AL NORTH ITALIAN DRAWINGS DI IVÁN FENYŐ Nell'introduzione al fondamentale catalogo dei disegni dellTtalia del Nord conser­vati al Museo di Belle Arti di Budapest, 1 Iván Fenyő affermava esplicitamente di aver operato una scelta sia sul piano geografico (escludendo Tarea emiliana salvo Parma) che su quello della selezione nell'ambito di nuclei particolarmente ricchi (nel caso di Parmi­gianino, Palma il Giovane e Cambiaso). II suo lavoro infatti intendeva proporre materiale in buona parte inedito, aggiornando in modo specifico i contributi pubblicati da Edith Hoffmann. 2 Intervenu successivi hanno di volta in volta condotto occasionali precisazioni e integrazioni al catalogo di Fenyő. Il présente contributo - frutto di una ricognizione sistematica verificata sul 'corpus' dei disegni italiani (e in parte tedeschi e fiamminghi) dei secoli XV-XVII - intende avanzare alcune nuove proposte relative a quell'ambito geog­rafico e soprattutto arricchire una sezione indagata solo occassionalmente da Fenyő nel suo volume, quella dei disegni lombardi. Fra i disegni di artisti attivi in Italia settentrionale un importante nucleo del Museo di Budapest è assegnabile a un protagonista, Giulio Romano. Sia nell'elenco redatto nella monográfia di Frederick Hartt 3 che nel Catalogo della récente Mostra a Mantova dedicata a quell 'artista 4 non figurává un foglio in rapporto con la Sala dei Giganti di Palazzo del Te a Mantova in quanto inventariato fra le copie (figg.63-64). 5 Un raffronto con alcuni dei disegni esposti alia Mostra mantovana consente tuttavia di precisare che si tratta di un 1 Fenyő, I., North Italian Drawings from the Collection of the Budapest Museum of Fine Arts, Budapest 1965, 7 sk. : Cf. in particolare il suo Miniatúrák és olasz rajzok, Budapest 1930. Per una bibliográfia compléta si rimanda al volume di Fenyő. 3 Hartt, F., Giulio Romano, New Haven 1958, New York 1981, passim. 4 Cat. Giulio Romano, Milano 1989, 200, 281, 362, 374, 430. 5 Inv. 2121 ; penna, pennello e acquerello bruno, biacca su carta scura, due frammenti incollati insieme; mm. 300 x 254; prov.: Peter Lely (Lugt 2092), Esterházy (Lugt 1965). Un altro disegno dello stesso Museo, inventariato come cerchia di Giulio Romano con una 'Deposizione nel sepolcro' (inv. K.67.23) discende in realtà da una sua invenzione nota in due disegni al British Museum e coll. Ellesmere e venne copiata da un anonimo artista in un dipinto in Palazzo Ducale a Mantova oltre che ripresa nella 'Deposizione' in S. Egidio a Mantova e in redazioni alia Galleria Borghese e in coll. Sordi a Mantova: il disegno di Budapest, che ritengo senz'altro di Lorenzo Costa il Giovane per via degli inconfondibili tratti grafici, corrisponde invece esattamente, in controparte, all'incisione di Diana Scultori tanto da ritenere che il foglio, ripassato a stilo, fosse servito all'artista per la riproduzione (cf. L'opéra incisa di Adamo e Diana Scultori, a cura di P. Bellini, Vicenza 1991, pp.167-69). Alle Stesse conclusioni è giunto indipendentemente anche Loránd Zentai che intende pubblicare il foglio prossimamente.

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