Radocsay Dénes - Gerevich Lászlóné szerk.: A Szépművészeti Múzeum közleményei 32-33. (Budapest, 1969)

CHIARINI, MARCO: Alcuni quadri di paesaggio nel Museo di Belle Arti di Budapest

ALCUNI QUADRI DJ PAESAGGIO NEL MUSEO DI BELLE ARTI DJ BUDAPEST Tra i quadri di paesaggio del Museo Nazionale di Budapest mi sembra che meritino qualche attenzione alcuni di ambiente bolognese-romano, sia per la qualità, sia per ristudiarne meglio l'attribuzione tradizionale. I primi due di cui si tratta sono esposti sotto l'attribuzione a Giovan Francesco Grimaldi, il Bolognese. 1 Nonostante che le due piccole tele siano piuttosto illegibili per il sudicio che ancora le copre, tuttavia se ne nota immediatamente la qualità, e, soprattutto, il carattere ancora strettamente carraccesco-domenichiniano che al Grimaldi non appartiene ormai più. Le due scene — una con cacciatori a cavallo in un bel paesaggio dal fondo montuoso e fluviale (fig. 91); l'altra di una costa con rocca, barche e mercanti turchi (fig. 92.) — hanno infatti un fare troppo minuzioso e sottilmente pittorico, nei toni ambrati, nelle fronde minutamente descritte, nel modo in cui le figurine sone immerse nel paesaggio per poter essere assegnate al Grimaldi, tanto più esteriore nel seguire le orme di Annibale e del Domenichino. Mi sembra che, per le ragioni addotte, il nome più probabile sia quello di Giovan Batti­sta Viola, sempre che si possa provare che a questo nome sia da riferire un gruppo di opere che va facendosi sempre più cospicuo e che ha caratteristiche di omogeneità indiscutibile. Il paragone col quadro documentato, o comunque creduto tale, della Galleria Borghese a Roma, 2 mi sembra togliere qualsiasi dubbio circa l'appartenen­za di questi due quadretti di Budapest al gruppo «Viola». Altri raffronti si potranno fare con le poche opere che sotto il suo nome, come mi comunica il Rosenberg, vanno fin dal XVII secolo nelle raccolte del Louvre —cioè in quelle reali - , mentre più incerta mi sembra l'attribuzione al Viola due disegni nella Witt Collection delle Courtauld Galleries a Londra.' 5 Ma la questione dei disegni di questo tipo è ancora da studiare, in rapporto ai punti di tangenza con un altro carraccesco che attende un chiarimento, Pier Paolo Bonzi, il «Gobbo dei Carracci». Se per il Viola l'attribuzione è solo proposta sulla base, assai scarna, di notizie liefi opere, e quindi attende una prova certa, due bei paesaggi dei depositi 4 si qua­dicano quali opere indubbie e di buona qualità del terzo grande pittore francese attivo a Roma nel Seicento, Gaspard Dughet. La veduta (fig. 9)5) con tre figure sulla 1 P i g 1 e r, A. : Katalog der Galerie Alter Meister. Budapest, 1967, pp. 292- 293, nn. 510 e 520. Cm. 37,3x49 rispettivamente. 2 Cfr. il Catalogo della Mostra «l'Ideale classico del Seicento in Italia e la pittura di paesaggio». Bologna, 1962, p. 316, n. 122, tav. 122. 3 ISTn. 565 e 1544. 4 Catalogo A. Pigici-, 1967, p. 69, nn. 53.409 (cm. 48,5X63,5) e 53.409 (cm. 48x66). Come «Maniera di Jan Frans van Bloemen».

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