Budapest Régiségei 15. (1950)
ÉRTESÍTŐ - Szilágyi János: Legújabban talált írásos emlékek Aquincum életéhez 451-472
ISTVÁN JÁRDÁNYI-PAULOVICS LA FIGURA DI PROMETEO SU UN MONUMENTO PROVBNIBNTB DA ÖBUDA Uno dei monumenti lapidari del Museo Storico di Budapest (fig. 1) présenta dei. problemi assai difficili tanto dal punto di vista della materia, quanto da quello degli elementi formali e deirargomento trattato. La materia, il marmo rosso di Süttő, è del tutto insolita fra i monumenti antichi della Pannónia ; è, invece, molto usata nella scultura romanica, ma soprattutto nella decorazione architettonica di stile Rinascimento deli' epoca di Mattia Corvino. Dal punto di vista formale il monumento è un pilastro a regolare pianta ottagcnale, ben tagliato, alto di 58'5 cm, su i cui tre lati è scolpita una figura maschile, legata, per le mani ed i piedi con una specie di largo n astro In quanto si puô arguire, malgrado lo stato di deterioramento del monumento, dalla raffigurazione e dalPatteggiamento, dal tipo e dallo stile, ci troviamo di fronte ad un motivo antico. lîd anche la regioné dove il monumento fu ritrovato, è territorio del l'antico Aquincum. La figura maschile, con folta barba, è vestita di una specie di bracca o di grembiale per gladiátori, pare essere, a prima vista, un barbaro o qualche germano legato al trofeo. Ma se la guardiamo più da vicino scorgiamo sul petto una certa prominenza, i resti di una figurazione a rilievo molto sciupata, la quale risulta di essere un'aquila o un avvoltoio, con ale distese, che gli divora il fegato Abbiamo da fare, dunque, con una rappresentazione di Prometeo. Di un tratto comprendiamo la ragione d'essere di quella striscia larga e rigida con cui la figura è legata, poichè era Vulcano stesso, orafo e fabbro degli dei, che lo inchiodô con cerchi di métallo alle rocce del Caucaso still' ordine di Giove. Cosi possiamo spiegare anche là croce uncinata (s vastica?) che appare al lato sinistro della legatura, e la quale potrebbe essere un semplice apotropaion, cioè la croce gnostica dei primi cristiani, ma che, nel caso nostro, è senza dubbio il segno simbolico del fuoco tanto attinente al mito di Prometeo, poichè era lui che rivelô all'umanità il segreto del fuoco e perciô dovèva espiare. (v. nota 1) Da questa penosa e miserabile situazione Prometeo fu salvato, a pari di Esione, da Brcole. Il mito di Bsione è rappresentato anche su due rilievi provenienti da Duna pentele ed eseguiti probabilmente in una bottega di Aquincum (v. nota 2). Non pote vano mancare, dunque, le raffigurazioni della mitica origine dell'umanità e delà creazione del mondó neanche in territorio pannonico, dove italici ed idigeni romanizzati tanto predilegevano le scene mitologiche a rilievo ed a mosaico. 477