Országgyűlési napló - 1996. évi őszi ülésszak
1996. december 11 (237. szám) - Oscar Luigi Scalfaro, az Olasz Köztársaság elnökének és kíséretének köszöntése - Oscar Luigi Scalfaro, az Olasz Köztársaság elnökének beszéde (olasz nyelven) - OSCAR LUIGI SCALFARO, az Olasz Köztársaság elnöke
4216 limite a non essere capace a risolvere ogni problema, ma di avercela messa tutta, č il grande impegno dei rappresentanti del popolo, il grande impegno della coscenza. Qui Voi approvate e discutete le grandi linee di politiche, e se č un conforto io ancora una volta, come ho avuto ogni volta, che ho avuto l'onore di incontrare il Vostro presidente, č quello di trovare una totale assonanza di diagnosi politica, di visione politica, di esame della situazione. Abbiamo dei mali che ancora ci sono nel mondo e in quest'Europa. Abbiamo i mali del commercio della droga, abbiamo i mali del commercio delle armi, abbiamo il pericolo permane nte della violenza. La violenza č un no ai diritti della persona umana, la violenza č la negazione del razioncinio, della discussione, del dialogo, la violenza č un no alla persona, alla sua dignitŕ, e pure questo pericolo non ci riusciamo ancora tolto di tutto. Io ho avuto la presenza del ministro dell'interno quando nella mia patria vi era ancora l'esplosione del terrorismo. Voi che siete usciti da fatiche e sofferenze enormi di piú di quarant'anni, sapete cosa vuol dire quando manca la pace, o quando man ca il senso della sicurezza. Quante volte ho ripetuto, io di nuovo ripeto fra noi, di fronte a questi mali, che aggrediscono la persona, nessun paese vince da solo. Occorre una grande solidarietŕ, occorre un grand'impegno per lottare contro questi mali, ma li di aggressione, mali di disoccupazione, mali di non benessere ancora raggiunto. Ma nessun paese perde da solo, perchč in questa comunitŕ di Europa e del mondo se qualche paese cade sotto la violenza o sotto qualche altro male, travolge anche gli altri. Occorre un grande senso di solidarietŕ, siamo esseri umani eguali nella capacitŕ di soffrire, nella capacitŕ di godere. Siamo in fondo sulla stessa barca. Abbiamo bisogno di sentira, la solidarietŕ, abbiamo bisogno di sentire la fraternitŕ, questo termine č scritto nella proclamazione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite del 1948. Fraternitŕ č un tema cosí semplice, cosí evidente e a volte diventa cosí faticoso. Vi auguro di essere un assemblea che abbia la forza della veritŕ, non spaventano i pensieri diversi, il vedere diversamente la realtŕ, l'essere posizione politica che dŕ delle angolature di vista e di esame della realtŕ diversa, spaventa se qualcuno dice una cosa e ne pensa una diversa, se qualcuno dice solo una parte delle cose che pensa; se gl i uomini hanno il coraggio della veritŕ e della sinceritŕ, il dialogo puó essere fatto sempre anche fra gli schieramenti piú lontani quando si pensa che ognuno ha un compito che č eguale per tutti, quello di pensare al bene del proprio popolo. Ognuno ha un compito, si puó far sintesi quando si ha questa visione particolarmente chiara. Ve l'auguro, ve l'auguro con grande cuore, con grande solidarietŕ. Ve l'auguro sulla base di quest'amicizia che, sono convinto, sia il fondamento piú importante e vorrei spera re che rappresenti l'amicizia fra i nostri popoli un esempio anche per altri popoli in questa Europa. Ancora un pensiero. Si č parlato un certo tempo di caduta delle ideologie, io penso che senza delle idee, come punti di riferimento, e senza dei grandi i deali non si fanno passi nella storia della civiltŕ. Cadono le ideologie che sono in contrasto con l'uomo, con la sua dignitŕ, con i suoi diritti. Quelli che sono in favore dell'uomo, che rispettano la persona umana, che la valorizzano, che la proteggono, non cadranno mai. A queste noi ci appelliamo, su queste noi fondiamo la nostra unione, la nostra amicizia, la nostra alleanza, sui concetti di libertŕ, sui concetti di giustizia, fondamenti entrambi della pace. Gli uomini, singoli e come popoli, hanno diri tto alla pace. Chi turba la pace si carica la coscenza di una delle colpe maggiori che vi siano.