Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 29. (1976)

COVA, Ugo: Trieste e la guerra di corsa nel secolo XVIII

152 Ugo Cova subito ai ripari, prendendo provvedimenti immediati per controbattere l’intromissione prussiana, con complicita britannica, nel Mediterraneo. Venne cosi inviata all’Intendenza commerciale di Trieste la sovrana Risoluzione 16 ottobre 1759, la quale, riferendosi a misure giá prese dal Governo toscano nella lotta anticorsara, invitava, con la promessa generica di premi e agevolazioni, i proprietari di bastimenti del Litorale ad armare le loro navi in corso contro gli Inglesi muniti di patente prussiana. A tale scopo lTntendenza di Trieste spedi particolareggiati decreti alie Luogo- tenenze a lei soggette di Fiume, Segna e Buccari, al capitano dei porto e alia Deputazione di Borsa di Trieste, con 1’incarico di interpellare i proprietari di navi delle cittä dei Litorale sulla disponibilitá loro e di darne pronta relazione allTntendenza stessa26). Interessavano a tale proposito le condizioni ehe proprietari, capitani e marinai chiedevano venissero loro concesse 27) per mettere a repentaglio la loro vita o i loro averi ed opporre cosi al nemico quella resistenza ehe le forze armate dello Stato, prive di una sia pur esigua flotta da guerra, non erano in grado di mettere in atto. La risposta ehe pervenne per prima fu proprio la piü attesa, cioé quella dei proprietari navali di Segna. Quasi tutti si diehiararono in via di principio disposti a fornire le proprie imbarcazioni, grandi e piccole, per il bene comune. Scartate perö quelle di stazza minore, perché ina- datte al combattimento in alto mare, per le rimanenti furono poste dai rispettivi proprietari precise condizioni alle pubbliche autoritá, la cui attuazione era ritenuta indispensabile per ripagare il rischio che 1’ar- mamento corsaro comportava28). Si chiedeva, in particolare, di poter pre- dare non solo i bastimenti prussiani, ma anche quelli britannici; le merci inglesi, scozzesi, irlandesi e prussiane caricate su navi neutrali ed amiche; le merci dirette nelle isole britanniche provenienti dalle Indie e dal Le­vante, anche non costituenti contrabbando. Inoltre, due terzi della préda sarebbero dovuti rimanere all’armatore, mentre un terzo soltanto sarebbe andato alia sovrana, ehe avrebbe pure dovuto somministrare artiglieria, munizioni, vettovaglie. Era chiaro ehe tali condizioni ben difficilmente avrebbero potuto venir accolte dalia corte imperiale, data la sua riluttanza a stornare eccessive somme di denaro destinate a sostenere le decisive Campagne belliche sul continente per dare invece impulso ad una resistenza sul mare alia pre- ponderante forza navale inglese in un confronto giá perso in partenza e in uno scacchiere ehe non poteva avere un’autentica importanza nella conclusione della guerra. Stuzzicare poi la potente Inghilterra assalendo 26) Ibidem fol. 76—79v, decreti datati Trieste 1759 ottobre 30. 2^) Ibidem fol 80rv, lettera dell’intendente Hamilton al luogotenente di Buccari de Zandonatti, del 17 novembre 1759. 28) Ibidem fol. 82—91: Relazione concernente Varmamento de’ bastimenti se- gnani contro il corsaro inglese, datata Segna 1759 novembre 11 e atti allegati.

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